Non so cosa dire. Veramente non lo so. Dovrei scrivere parola dopo parola eppure c’è qualcosa che mi blocca. Senza parole, diceva Vasco. Ma io non so come chiamarlo. Forse stupore. Incredulità. Forse più semplicemente … Ambrì-Piotta. Una volta ancora. Una volta per sempre. Un’emozione. Una persona. Un gruppo di tifosi.
Stupore, quando ho ricevuto un sms che mi diceva “ sta andando benissimo”. Arrivava da Ambrì quel messaggio. In un apparentemente semplice pomeriggio di maggio. Semplice per tutti. Quasi. Tranne per chi con quel luogo ha un legame viscerale. E allora quel semplice pomeriggio, per me immerso nel lavoro, é cominciato a diventare speciale. In fondo a me interessava poco di chi era arrivato. Ma il solo pensiero che Ambrì si stava riempiendo di tifosi in un giorno di maggio è riuscito a rendere particolare un giorno come un altro. Non sapevo cosa aspettarmi da queste giornate. Non mi interessava vedere McCourt. Io, purtroppo, quelle stagioni non le ho vissute. E allora per me rimaneva solo la speranza di rivedere qualche suo gesto, con quel sapore antico, di un hockey diverso, di un hockey più vero, ma di un Ambrì Piotta già unico. Unico come quel giocatore che ha lasciato l’america per venire in Ticino. Unico grazie a chi gli sta intorno. Perché senza tutti noi, noi tifosi intendo, non sarebbe tale.
Incredulità. Perché ne ho viste di cose in questi anni alla Valascia. Pochi, per molti di voi. I miei. Ma abbastanza per avere già una bacheca piena di ricordi che non scorderò mai. Una collezione che custodisco gelosamente. Una serie di pezzi rari e talmente unici che non so eleggere il mio preferito. E in questa settimana, se n’è aggiunto un altro. Questo sarà lì, tra gli altri, quelli con un po’ di polvere, quelli freschi e quelli anche brutti, ma che vale la pena di tenere. Sarà lì proprio legato a questa sensazione. L’incredulità. Perché per me, una nata negli anni ’80, McCourt è stato il più grande giocatore giunto ad Ambrì. Sì, certo, il più grande. Ma questo me lo hanno detto gli altri. Per me.. era semplicemente quella maglia appesa sotto la volta della Valascia. Il suo nome non mi evocava grandi emozioni né ricordi. Eh si, sono proprio sfortunata. Ho perso un tassello della storia dell’Ambrì. È come finire un puzzle di 5000 pezzi e rimanere senza un pezzo. Anche se ci sono li altri 4999 ne manca uno. In realtà forse, ne mancano molti di più. Ma ora uno l’ho recuperato, almeno parzialmente. L’ho creato grazie alle persone che in questi McCourt’s days hanno partecipato con l’entusiasmo di chi quegli anni li ha vissuti pienamente. Di chi, tra un bicchiere di Sangria e l’altro, mi ha raccontato quanto per lui McCourt era stato importante e quanto questa manifestazione era incredibile. Ho letto un capitolo della nostra storia quando un membro di comitato bl15 mi ha detto che le donne di Dalpe “ ié nai a fas i cavii” (andate dal parrucchiere) perché arrivava Dale. Quando un amico mi ha confessato quanto era stupendo ritrovarsi il numero 15 al Grotto Pasinetti. Quando durante una cena di gala, la gente si é messa a cantare “tira la bomba”. Quando la GBB ha esposto uno striscione sotto gli applausi di 300 persone. Quando ho visto quegli occhi di un giocatore che non esultava dopo un gol, bagnarsi di lacrime. Incredula. Sono rimasta.
E siamo ormai alla fine. Tutto è passato. Tutto è finito. Una serata magica, una 5 giorni irripetibile. Vi rendete conto di cosa abbiamo fatto noi? Noi tifosi intendo! Siamo noi, siete voi insomma, che avete reso questi giorni speciali. Siamo noi l’Ambrì Piotta. Noi abbiamo creato questo fenomeno. Senza tutte le persone che hanno seguito queste giornate, non sarebbe stata la stessa cosa. Non ci sarebbe stata magia. Nessun mito. Nessuna leggenda. Nessun Dale McCourt.
L’Ambrì è l’Ambrì.. tutto il resto è hockey. L’Ambrì son quelle mille persone che hanno seguito la nostra proposta. Quelle che si sono commosse per il ritorno di un giocatore che era 20 anni che non calzava più i pattini. Quelle che hanno ogni età, 10, 20 , 30 o 60 anni. Quelle che hanno dato tutto quello che avevano, per rendere grande un giocatore. Per farlo sentire a casa sua. Quelle che hanno lavorato per un’ora, un giorno un mese o quasi un anno per realizzare tutto questo. Quelle che alla fine sono stupite e incredule. Sono commosse ed emozionate. Quelle che hanno comprato la sua foto, che hanno sorriso solamente per un autografo.
Non c’è niente da dire, sono stupita, incredula, sono … senza parole.
Vorrei ringraziare tutti, personalmente
Tutti i membri di comitato e le persone vicine ad esso che hanno lavorato dietro le quinte da settembre e durante tutta la festa
Chi ha ospitato la famiglia McCourt e ci ha aiutati in ogni modo
Tutti gli aiutanti dell’ Asibue per aver cucinato e servito
Pele per i gelati
Gli sponsor di tutto il Ticino che ci hanno sostenuto in questa pazzia
la ditta Berber di St. Antonino per il materiale e la costruzione del tetto della griglia
La GBB per aver allietato le nostre serate
Tutti i tifosi che hanno partecipato a queste giornate
La media3 per i filmati
Teleticino e rtsi e i giornali per averci dato spazio
Tutti quelli che ho dimenticato
Paolo Imperatori e Nicola Celio per aver partecipato con così tanto entusiasmo
Dale e famiglia
Tutti gli ex giocatori che ci hanno raggiunti
Insomma io so che ho dimenticato qualcuno e lo ringrazio ancora una volta!
brava mina. gran bell’articolo.
senza parole davvero:
http://it.youtube.com/watch?v=BlvfkX0Lvvg
http://it.youtube.com/user/cucheba
Mah… trovi praticamente tutto sul Noi della valle se non erro… a parte l’intervista in francese…
Non sarebbe possibile pubblicare sul sito (o anche su Youtube….) il filmato mandato in onda su Dale all’Amarcord???
Sottoscrivo in pieno quanto hai scritto!!
SENZA PAROLE!