È giunto in Leventina con un’eredità enorme sulle spalle, quella di sostituire Jean Guy Trudel. Ha iniziato col botto, per poi assestarsi ai livelli dei problemi che ha avuto la squadra. Porta il numero 7, e ci spiegherà poi il perché, si chiama Erik Westrum!
L’abbiamo contattato e ha risposto volentieri alle nostre domande , delle domande in versione “fans club biancoblù” al quale il nostro centro non si è tirato indietro.
Allora Erik, la notizia del tuo rinnovo ci è appena giunta alle orecchie.. quindi la domanda sorge spontanea: come mai questa decisione di prolungare il tuo contratto?
Erik: Ho firmato con Ambrì per i fans e per l’organizzazione. I fans ti sostengono molto, sono intensi, e passionali. Come giocatore portano “eccitazione” al gioco ogni sera. La tradizione di Ambrì è forte e le persone amano l’hockey. L’organizzazione mi aiuta molto a sentirmi benvenuto nella città, sia sotto l’aspetto dell’hockey che di quello di vivere in una nuova nazione.
Ma partiamo dall’inizio, quando arrivasti in Ticino. Quale è stata la tua prima impressione del piccolo villaggio di Ambrì?
Erik: La prima volta che sono arrivato ad Ambrì mi ricordava dove è cresciuta mia moglie ( ma un po’ più vecchia, ok… molto più vecchia). È un piccolo villaggio con un grande cuore. Ognuno è gentile e ti aiuta. Mi piace la sensazione di un piccolo paese con la grande tradizione che ha l’Ambrì. Apprezzo la storia che ha l’Ambrì con il suo piccolo villaggio. È un buon posto per giocare ad hockey!!
Cosa hai pensato quando hai visto 4000 persone in agosto solo per la presentazione della squadra?
Erik: Quando ho visto tutte quelle persone alla presentazione della squadra ho capito che i tifosi amano Ambrì. Anche se non avevo ancora dormito e mi sentivo come se fossi ubriaco da settimane, ho apprezzato il sostegno di tutti i fans che sono venuti per la presentazione. È stato un bellissimo inizio di stagione!
Come è giocare in questa vecchia pista? Eri abituato a giocare in altre nuove?
Erik:Ora io amo giocare in questa pista, forse devi chiedermelo ancora fra qualche mese, avrò un’altra opinione quando sarà troppo freddo e non potrò più sentire i miei piedi!.
C’é una grande atmosfera ad ogni partita e non penso che potrebbe essere così in una nuova pista. Le nuove piste non danno gli stessi sentimenti come giocare ad Ambrì e sicuramente non è così “eccitante”.
Come mai porti il numero 7? E chi era il tuo giocatore preferito?
Erik:Ho portato il numero 7 da quando ho cominciato a giocare a hockey, a 5 anni. Sono cresciuto guardando Neal Broten dei Minnesoa North Stars e ho amato quel numero da quel momento. Oltre a guardare Neal, sono cresciuto anche idolatrando Wayne Gretzky e mio padre. Entrambi erano giocatori di hockey, amavo il modo di giocare di Wayne ma anche il suo modo di apprezzare i fans. Mio padre giocò professionalmente all’hockey per 10 anni e ho sempre voluto essere come lui. Ora ho realizzato questo sogno seguendo le sue orme, a parte che penso di essere più bello di lui o almeno spero di esserlo!
Cosa pensi del modo diverso di vivere l’hockey in svizzera, intendo soprattutto i tifosi che cantano durante la partita e che sono molto vicini ai giocatori?
Erik:Amo i canti durante il gioco, rende emozionante giocare ogni match. Anche se non capisco cosa dicono, a parte ovviamente “Eric Westrum”! Qualche volta è meglio non sapere la traduzione, specialmente nelle partite in trasferta, perché potrebbe non essere così gentile. È meraviglioso incontrare e parlare con i fans dopo la partita e firmare autografi.
Hai giocato 2 derby. Per i tifosi la cosa più importante è vincere la partita contro il Lugano. In Ticino la rivalità è forte e queste partite sono sempre strane , con grandi emozioni e dure fisicamente. Che sensazioni hai avuto durante la partita? Eri “eccitato” per l’ambiente?
Erik:All’inizio non sapevo cosa aspettarmi, ma prima della fine del primo periodo ho cominciato ad “odiare” il Lugano. I tifosi ci hanno sostenuto e hanno aiutato la squadra ad ottenere la vittoria . L’ambiente era il migliore, non ho mai visto o vissuto una cosa così nella mia carriera. I match di NHL sono divertenti da giocare, ma niente in confronto al derby. È bellissimo vedere tutti i fans, giovani e vecchi, alzarsi in piedi e festeggiare assieme.
Grazie mille Erik, apprezziamo il tuo aiuto! Ambrì é Ambrì… un po’ pazzo..ma unico! Vuoi dire qualcosa ai tuoi fans??
Erik: Amo Smbrì e amo i suoi tifosi! Voi ragazzi siete quello che rende divertente giocare una partita di hockey! Continuate a cantare e ad impazzire ogni sera! Questo aiuta a portare la nostra squadra alla vittoria! Grazie per il vostro supporto!!
I match di NHL sono divertenti da giocare, ma niente in confronto al derby. È bellissimo vedere tutti i fans, giovani e vecchi, alzarsi in piedi e festeggiare assieme.
Questa è da ricordare;)
x Zulu: a parte qualche eccezione dovremmo allora richiedee il numero di natel di tutte le mogli dei giocatori…
…non gli hai chiesto il numero di natel della moglie per caso………
Westrum secondo me con il bastone è fortissimo. E appena Dome sarà di nuovo al 100% sono convinto ne vedremo delle belle!
Sannitz al derby è stato un vigliacco su Westrum…
Ma é un comico sto Erik…mi sembra sia sulla falsariga di Paul di Pietro….e non dimentichiamo che é stato uno dei giocatori più penalizzati in AHL l’anno scorso…E anche al 2o derby é uscito qualche volta in panchina…chiedere a Sannitz quando lo teneva giù tenendolo dal paraorecchi del casco… :-)))
questo vuol dire amare la propria professione.. ottimo rinnovo per la squadra e per tutto
Bella Erik..stassy vogliamo il goal…
Brava Mina
Grazie Mina!
Brava mina, ottima intervista!
l’ho finito.. ho fatto 2 settimane a ved un po’ come era..
Stai facendo uno stage no?
non ci lavoro.. son studente.. ma tralasciamo
io amo sua moglie…
Grande Mina! Bellissimo articolo. Si vede che lavori al GdP…
bohn ho messo “eccitante”.. appunto per quello..perché emozionante nn rende
… si dovrebbe usare… una figata! Così magari rende di più… 🙂 🙂 🙂
sai che loro usano “exciting!” ovunque…… ma non rende l’idea “emozionante!” non é la stessa cosa..!eheh
Brava Mina… gli hai lasciato anche lo slang tipico americano senza fare la traduzione lessicale!
Ottima intervista.
Grande Westy e altrettanto grande mina!!