L’hockey è cambiato, i giocatori sono cambiati, il pubblico è cambiato
di Adrien Morgan
La verità – e questo è uno spiacevole discorso di fondo – è che sta diventando evidente che l’ambrì come “azienda” non costituisce più un modello di business in grado di sopravvivere nella realtà hockeystica attuale.
E questa consapevolezza ha un impatto diretto sulle possibilità di attirare buoni giocatori, reperire sponsor interessanti, riempire la pista.
Mi chiedo: quale attrattività e dunque quale potenziale può avere un club quando giocatori, allenatore e dirigenti sono costantemente confrontati con l’eventualità del fallimento (sportivo, in primis, ma anche societario), quando non ci si può permettere di fare un errore (Clarke ad esempio) senza rischiare di compromettere un’intera stagione, quando eventi imprevedibili e incalcolabili (ferimento di Bäumle) mettono tutti irrimediabilmente in difficoltà ?
Poi si dirà che la colpa è di Jaks, del CDA, della pista, dei giocatori fannulloni, della sfiga. La sostanza non cambia. Gestire oggi una squadra di hockey, e anche solo farla vivacchiare serenamente in NLA, è di per sé già complicato. E se questa squadra è oltretutto una realtà di periferia, con pochi soldi e una pista fatiscente, l’impresa diventa difficilissima. Non voglio scusare né giustificare nessuno: questo CDA ha fatto certamente gravi errori, così come li ha fatti Jaks, così come li fanno i giocatori e l’allenatore sul ghiaccio.
Ma alla fine, tirando le somme, la verità è che, adagio adagio, rischiamo di non essere più competetivi, di non avere più i numeri per giocare in serie A.
Forse era solo questione di tempo. Magari gli errori di questi anni stanno solo accelerando un processo inevitabile. E per questo personalmente non mi sento incazzato con nessuno in particolare, al contrario di altri che vogliono per forza trovare un capro espiatorio, e ognuno trova il suo. Io ho soprattutto paura.
Paura che – per colpa di chi o che cosa poco importa – si stia verificando l’irreparabile.
Paura che, anche con la massima buona volontà di tutti, la bella favoletta stia finendo.
Paura che, presto o tardi, la Montanara, abbracciati e con il nodo in gola, non la canteremo più.
Pino ha ragione…l’Ambri ha vissuto mille problemi nella sua storia…ma i dirigenti di allora erano svegli….capivano le situazioni, i momenti…ed erano svegli sul mecato…con dei nomi da favola (come Bullard…ve lo ricordate?…e non era il premo scemo che passava…era uno che aveva alle spalle piu di 400 partite in NHL!!)….Il comitato attuale, non solo è ridicolo nelle sue ipocrisie e nelle solite cazzate che ci vogliono far mandar giù, come se fossimo tutti deficenti e stupidi a credergli!!!….ma oltra a ciò sono lenti, con soluzioni di 37esima categoria (vedete Ivo Jan, Sonnenberg, Naumenko, …etc…)…ma dove sono finiti quei bei colpi di mercato alla Petrov?…Chibiriev, Kwartalonv..Malkov, Leonov?…Di Pietro agli inizi? gente di un certe calibro con classe….spettacolo…I problemi di oggi li avevamo anche allora….ma il comitato di allora era una favola…trasparente…e ci faceva sognare con degli acquisti da sogno…anche a stagione inoltrata….ora invece…si vuole risparmiare…si portano in valle dei catorci!!!…è chiaro che cosi la Favola Ambri finirà…ma non a causa dell’attuale realtà hockeistica come dice Adrien Morgan, bensi a causa di INCOMPETENTI che stanno facendo di tutto per farci sparire!!..E questa la verità…Guardate solo le ultime scelte che sono state fatte:
-Cereda Assistent Coach!!! Quando subito a portata di mano c’è uno Scandella che ha già una certa esperienza…invece NO…si punta su un novelino.
-JJ &Jacks…altri due novizi nei loro ruoli….ma poca esperienza!!
-Un Comitato (Grassi, Mottis,etc.) che di Hockey non capisce una sega!!!…portano bene le loro cravatte comunque!!! Bravi…che Business mens da favola che siete…e quante belle parole..vergognatevi..non siamo in un processo dove si devono impressionare giurie varie cari Grassi & Mottis…qui sitratta di rispettare migliaia di persone che da anni seguono la nostra realtà…e voi…state prendendo per il culo tutte queste persone …e di conseguenza…il nostro Ambri.
– Nicola Celio: mettetelo sul mercato….mi chiedo quale squadra lo voglia attualmente…o negli ultimi 2 anni???? NESSUNO!!! talmente è scarso!!!
Quindi ora basta..piazza pulita…per un Ambri come lo abbiamo sempre visto e vissuto…un Ambri che sa sorprenderci…che sa far sognare e che fa spettacolo!!
Qui manca tutto…
Fuma:
mi piacerebbe sapere cosa ne pensi. Grazie
brav, belle riflessioni, pensieri liberi..a parte la storia della ” favoletta”…io credo che, in generale, bisogna considerare anche quello che non si conosce…mi sembra sia l'”imprevedibile” che possa comunque ancora salvare l’ambrì..un imprevedibile che anche è davvero magia e voglia di vivere.
Non dimentichiamolo.
È quasi come l’istinto di procreazione della specie…
(con simpatia,”mi hai toccato il cuore” )…………..faccio le corna
…a mio avviso, in sostanza non é cambiato un gran ché,… …ricordiamoci quando il nostro Ambri fù praticamente quasi l’ultima squadra a passare da non-professionista a semi-professionista a professionista. Allora, avevamo i Panzera, Zamberlani, Ticozzi, Rossetti, Fransioli, ecc, e quando si é fatto il “salto”, tutti questi problemi già allora li avevamo, i pensieri negativi, le preoccupazioni, paura di non farcela, paura di trovare soldi / sponsor, paura di non reggere le avversarie più quotate, ecc… …invece come sempre gli anni passano, nüm a vegnom vecc, ma l’Ambri lé mò chi con nüm!!! …e sempar u gà sarà!!! 😉
ho la sensazione che piano piano si sta instaurando un certo fatalismo, che a poco apoco la bella favola sta finendo. Certo che questa squadra con questi giocatori non abbiamo un futuro in serie A. Ma non voglio credere che non si possa piu’ gestire un club come il nostro anche se farcito da mille difficoltà . Non voglio pensare che questa dirigenza sia ricordata come quella che ha fatto fallire l’Ambri’. Per cui urge fare piazza pulita e vedere all’opera un nuovo comitato e una nuova commissione tecnica!Sicuramente se davvero non dovessero farsi avanti nuovi volontari il destino, con questa dirigenza che ha fatto il suo tempo nel bene e nel male , é segnato.
punti il dito contro il CdA in maniera civile, e senza menarla con le solite cose… tutto l’opposto di come fai nel bar…
Come vedi io punto il dito contro il cda.
Strano che sei d’accordo con me
Mi ero fatto la stessa domanda su di te!
Grazie Sirc ma sei davvero tu? O qualcuno ti ha rubato la password?
queste parole mi ricordano qualcosa… 2 anni fa io scrivevo così… siamo ancora lî
Un foglio bianco, li vuoto davanti a te, così semplice senza nessun segno, senza nessun senso. Un pezzo di carta da usare, da rendere unico, da riempire con quello che ti passa per la testa in un momento dove la squadra non gira per il verso giusto. È forse un modo per sfogarsi, per liberare la mente, prendere il computer e scrivere, di getto, senza fermarsi, senza pensare troppo a cosa andrebbe detto o fatto.
Siamo ultimi. Eppure simpaticamente l’unica frase che mi viene in mente è “vah béh se giriamo la classifica siamo primi”. In fondo dai, prendiamola con filosofia, poi lo diceva anche Lui “beati gli ultimi perché saranno i primi”, e allora di che ci lamentiamo? Un sottile velo ironico per dire che nella vita ci sono problemi molto più importanti di questo e che il campionato non è neanche giunto al giro di boa. In fondo non posso neanche dire di essere arrabbiata, perché è vero, non lo sono. È che in questi momenti, dove l’ambiente si irrigidisce e le polemiche sono all’ordine del giorno che comincio a tremare. È un timore che normalmente mi tengo dentro, ma quando i risultati sportivi non sono dei migliori, è come se avessi una spina nel cuore che continua a punzecchiare e non mi lascia in pace. È la paura che tutto possa finire, che andando avanti a leggere questa favola, un giorno troveremo la parola “fine”. Non è il fatto di perdere o di essere ultimi che mi innervosisce, ma è proprio quel pensiero negativo sul futuro.
L’Ambrì ci fa vivere in una fiaba, di cui purtroppo non conosciamo il finale, possiamo aiutare a scriverla, ma forse un giorno finirà l’inchiostro. È quello che ci fa tremare, perché non vediamo una vita senza Ambrì , perché l’hockey non sarebbe più lo stesso, perché in Ticino mancherebbe qualcosa e perché un pezzo del nostro cuore smetterebbe di battere. Mi devo tranquillizzare, lo so, abbiamo migliaia di tifosi, sono loro la linfa, e finché ci sono, non devo aver paura, perché assieme usciremo da qualsiasi difficoltà. Questo ragionamento mi mette i brividi, in fondo spero di aver ragione io, spero che il calamaio sia sempre pieno. Lo so, lo so, ci vogliono i soldi, le parole e l’affetto non servono, non è il fatto di essere materialisti è semplicemente realismo. Alcune volte la realtà è dura, non è come nelle favole, dove è travisata, modellata, a seconda della fantasia del suo autore. Noi come scrittori di fantasia ne abbiamo tanta, ma è difficile trovare sempre nuovi spunti, nuove storie da raccontare. Tutto va troppo velocemente, e la società moderna non risparmia nessuno, perché noi siamo ancora qui? Forse abbiamo una missione, siamo portatori di un messaggio, noi dobbiamo sopravvivere per poter affermare che lo sport è magia, è sentimento, è passione, è gioia e dolore, fatica, sforzo, amicizia, scuola di vita, è competizione, gioia, tristezza e non è solo vittorie e buissness.
“Forza Ambrì, non mollare mai!” … mai! Ci credo, a quella parola. voglio pensare che l’Ambrì mi accompagni per tutta la vita, che ai miei nipotini al compleanno potrò regalare una bella sciarpa biancoblù e raccontargli una favola comiciata nel 1937 e non ancora finita. Io ci credo. L’Ambrì è vivo e non morirà mai…
Miseria Pino. Per una volta hai fatto un intervento che è MAIUSCOLO.
Non potresti sempre esprimerti così!
Non sono d’accordo. L’Ambri a differenza delle “normali” squadre di A ha qualcosa in piu’: è il club piu’ amato, ha il massimo numero di fans club in svizzera, nessuna squadra ha un seguito simile in trasferta. Insomma: l’Ambri’ ha un fascino e un’amore dei tifosi che nessun’altra realtà sportiva svizzera possiede.
Questo immenso patrimonio è veicolato malissimo, l’immagine arrogante e burbera che il cda ha propinato hai tifosi ne è la testimonianza, una volta il comitato era vicino ai tifosi ora invece la comunicazione è latente, scorbutica e per di piu’ di basso livello.
Di questo si dovrebbe anche parlare nell’intervento, molto ben fatto, di Morgan.
Lo sappiamo bene che a livello finanziario faremo sempre una dannata fatica ma l’Ambri deve sfruttare al massimo questo BENE supremo che altri non anno.
E adesso datemi addosso come sempre. Dai! Insultatemi