La domenica non si gioca più in Leventina.

Non è mai un bene svelare le strategie societarie, ma poiché in molti mi hanno chiesto lumi su un argomento specifico che si lega ad una polemica nata durante la partita di coppa, farò un eccezione.

Ci sono tante persone che mi chiedono del calendario osceno imposto dalla lega e in maniera particolare sui turni domenicali.
Ci sono famiglie che aspettano le partite pomeridiane per portare i figli alla Valascia, ma purtroppo in questa stagione non è ancora successo e non succederà. Io credo che in 25 partite casalinghe, avremmo potuto giocarne almeno una di domenica, per esaudire un piccolo desiderio di chi vuol passare un pomeriggio alla Valascia con la famiglia.

Questa mancanza, viene imputata alla lega discount di hockey svizzero, ma purtroppo questa volta la decisione di non giocare la domenica è una strategia societaria. Ebbene si! Una strategia societaria che dopo la partita di coppa contro il Kloten sembra una scelta contraddittoria e scellerata.

Perché una società dovrebbe chiedere alla lega di non giocare la domenica?

La risposta è un mix tra menefreghismo e assurdità, alla luce dei fatti della ormai famigerata partita di coppa. Ad Ambrì non si gioca la domenica per un semplice motivo. La voglia delle famiglie di venire alla Valascia non è pari agli incassi serali delle partite, infatti le aperture domenicali generano delle non entrate che ci possono essere durante le partite serali. Nei giorni festivi si gioca alle 15.45 e il termine della gara avviene prima dell’ora di cena, quindi una parte della gente va a casa a mangiare e non usufruisce dei servizi della pista, generando ovviamente del malcontento nelle casse societarie. Quando si gioca alla sera, fanno leva sul fatto che la gente in pista mangia qualcosa durante la serata, specialmente se si gioca di martedì o venerdì arrivando in pista direttamente dopo il lavoro.

Una strategia che dal punto di vista prettamente economico ci può stare, penso che questa decisione sia stata presa dopo una discussione davanti alle statistiche degli anni passati, ma come scritto in apertura, entra in conflitto con quanto successo durante la partita di coppa col Kloten, dove nonostante fosse in orario serale, la maggior parte delle bouvette erano chiuse, compreso il Güs, punto di riferimento prima e dopo le partite per molti tifosi.

Una domanda sorge spontanea, quanti soldi sono stati persi per questa scelta scellerata?

Se è vero che la domenica ci sono incassi minori è altrettanto vero che con il Kloten c’erano più di 3000 persone che non hanno beneficiato dei servizi food, facendo probabilmente registrare un trand negativo nelle casse.

Sarebbe interessante conoscere gli introiti domenicali dell’anno scorso e confrontarli con gli incassi della partita di coppa. Credo che le 6500 presenze domenicali superino di molto la scelta di tenere chiuse le bouvette di lunedì sera. Non bisogna dimenticare che gli strateghi a volte non tengono conto dei bisogni o dei desideri di una parte dei tifosi, che probabilmente da alcuni ragionamenti risultano in minoranza, ma che restano persone che vogliono vedere l’Ambrì portando i bambini alla partita, i quali saranno il futuro degli spalti biancoblu.

Non è mai facile prendere decisioni, specialmente in una società che è sempre in difficoltà, ma a volte non servono gli scienziati ma basterebbe il buonsenso, che ad Ambrì sembra ormai in via di estinzione.

Lorenzetti Federico
Presidente Fans Club BL15

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Author: chicco

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1 Comment

  1. Non mi meraviglio più di nulla. Oramai per il nostro club siamo solamente dei polli da spennare. Al posto di pensare alle entrate bisognerebbe magari dare un freno a certe uscite. L’organizzazione del nostro club è purtroppo ancora amatoriale (vedasi il foglio pre partita della partita del Losanna dove come portiere era stato inserito Saikkonen benché lo si sapeva già a dicembre che il suo contratto sarebbe scaduto il 23.12!).

    La gestione delle informazioni degli infortunati sono ancora peggio, ma questo da anni a questa parte.

    Abbiamo un responsabile comunicazione che vale meno del due di picche.

    I baristi della Valascia nel corso dell’estate hanno svolto un corso per spinare la birra (nemmeno se fosse necessario un diploma per spinare!), e nonostante questo nessuno sa spinare una birra… assurdo! Ovomaltine alla buvette vengono servite fredde quando si chiede quella calda…

    Ripeto non siamo per nulla professionali, e molte società amatoriale sono gestite meglio del nostro caro Ambrì… peccato!

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