La casa costruita sull’argilla

hockeyNell’innegabile gioia della prima di campionato, all’uscita dalla Valascia, mi venne chiesto il mio punto di vista sulla bella (e per ora unica) vittoria dell’Ambrì-Piotta. Commentai positivamente le alchimie di gioco offensivo, ma andai controcorrente all’opinione generale dimostrandomi preoccupato per una certa fragilità difensiva che, nonostante essersi imposti subendo solo due reti, si manifestarono già in tutta la loro dimensione. Forse complice l’essere riusciti a dominare lo Zugo, ai più sfuggirono alcuni dettagli su come agli ospiti si concessero troppi dischi in zona difensiva e ci si lasciò pressare nella loro manovra, risultata fortunatamente sterile quella sera. Una settimana più tardi, ritrovati gli equilibri della loro prima linea, abbiamo visto com’è andata a finire.

Non credo sia nemmeno troppo un problema legato al nostro estremo difensore. Vero che Shäffer ci ha messo spesso del suo concedendo dischi agli avversari, facendo passaggi sporchi ai nostri difensori o intervenendo goffamente su tiri che dovevano essere fermati, ma in tutta onestà ritengo che non si possa addossargli più di una rete a partita. Purtroppo per lui, per l’Ambrì, da sempre, questo è un lusso che non ci si può permettere. Non voglio entrare in paragoni con chi l’ha preceduto, ma qualche pensiero in questa direzione viene istintivo farlo.

Il problema è legato in tutto l’impianto di gioco difensivo: pasticci terribili nell’impostazione, giocatori molli nei contrasti e amnesie di posizione.

Osare esprimere giudizi o tracciare bilanci dopo sole quattro partite parrebbe un’eresia ma credo che un dato emerga chiaro e cristallino. L’impianto difensivo deve essere rivisto e ripensato alla radice; partendo dai singoli giocatori, dalle linee e dai sacrifici richiesti agli attaccanti per coprire i loro compagni.

L’innesto di un extra terrestre, sperando ovviamente che sul ghiaccio mantenga le promesse rivelandosi tale, potrà forse attenuare questo difetto strutturale della nostra squadra aiutando ad alzare la verve offensiva dei nostri attaccanti togliendo così pressione a tutto il settore difensivo, ma questi difetti vanno corretti “da subito”.

Il campionato è ancora lungo, ma anche il lavoro che spetta allo staff tecnico non ne è da meno.

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Author: sirc

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