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hnat domenichelliQuello vissuto prima dell’arrivo del Larry, può benissimo essere considerato come un ammutinamento.

L’articolo qui proposto doveva essere contenuto nella mia presa di posizione contro l’embargo effettuato dalla GBB, ma l’ho tolto per far modo che la richiesta sia la più esplicita possibile.

Bisogna riconoscere che sono stati commessi degli errori. Alcune situazioni inspiegabili si sono sviluppate in questo caldo autunno e ci sono state degli episodi che dovevano essere forse letti con anticipo e probabilmente mettere prima dei correttivi come si è giunti nel dopo derby.

Forse ci sono stati dei problemi a monte, in occasione di alcune decisioni prese mesi e mesi prima.

Poi sono venuti i problemi, quelli seri. Abbiamo visto giocatori sfiduciati, scornati, scontenti, cercare prima di lottare, poi di sopravvivere ed in fine affondare. Infatti l’epilogo del derby non è stato nient’altro che il così detto abbandono della nave che stava colando a picco.

Ma la barca secondo me ha iniziato ad andare a fondo senza più nessuna possibilità di essere salvata grazie ad una decisione decisamente sbagliata che ha siglato la fine di un’era, di un ciclo troppo corto per poter dire che fosse stato bello.

Quale fiducia gli si può riporre ad un tecnico che in una delle sfide decisive per ricominciare a vincere vanifica de facto l’impegno profuso per due tempi schierando inspiegabilmente il suo portiere di riserva incassando quattro reti in quatro tiri ad avvio di terzo tempo?

Già, perché guardate che fino a quel momento li l’impegno vi era anche stato. Da parte di tutti. Poi si metta sul piatto anche una forma non perfetta di alcuni elementi, un senso generale di frustrazione, un senso di impotenza a rovesciare alcune situazioni, un senso di smarrimento di gioco e la frittata è fatta. Fatta a tutti i livelli.

Anche i migliori, anche i più assidui, a queste condizioni possono iniziare a dubitare. Fino a quel momento la squadra lottava e veramente soffriva per la maglia. I fischi impietosi spesso erano gratuiti poiché l’impegno c’era e lo si vedeva. Non è sicuramente un caso che tornate le geometrie verticali di gioco, tornano ora anche le scintille che caratterizzano il gioco di questo Ambri oramai da qualche anno a sta parte fatto sostanzialmente di impeto e velocità.

Poi però ti succede questo e lo sconforto è completo. Vedi un giocatore, il leader, che sta per involarsi, vede che è l’unico a cercare di fare qualcosa e scuotendo il capo lancia il disco in giù andando anche lui a chiedere il cambio. Questo è il segnale. È il segnale della resa. È il comandante che lascia per ultimo la nave dopo che tutti si sono arresi.

Chiaramente non siamo buoi, siamo uomini. A volte, dopo aver lottato, quando vedi che la barca affonda ti mancano le forze per poter evitare il peggio. Magari queste forze ti mancano proprio a livello mentale più che fisico. E intanto la barca affonda.

Poi però sono ancora loro, i due leader, che si fermano quando i tifosi esigono delle spiegazioni. Loro non sono scappati. Questo però sembra non interessare.

Chiedo che per un istante si possa anche prendere in considerazione il fatto che non ci abbiano preso per il culo, ma semplicemente si era inceppato qualche cosa. Qualche cosa che doveva essere sbloccato prima di poter continuare a volare.

Forse il qualche cosa si riconduce ad aver rivoluzionato nella base questa squadra con il cambio tecnico e l’innesto di ben tre nuovi difensori!

Scusate. Spero di essermi spiegato bene e, beh, in fondo mi sono tolto un rospo dalla gola.

Domenichelli alé alé, Domenichelli alé alé, Domenichelli alé alé….