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Jean GuyUn principe. Questa è l’immagine che mi viene in mente se penso a Jean Guy Trudel. Certamente uno dei personaggi più carismatici che sono giunti in Leventina negli ultimi anni… forse decenni.

Un principe. Questa è l’affermazione che scaturì con un amico discutendo dell’incontro chiarificatore che ebbe avuto la GBB e Jean Guy Trudel nel periodo caldo e di massima tensione che fu costato l’addio al buon Pekka.

Un principe con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti da prima donna. Già perché se da una parte non si possono dimenticare tutti i goal che ha permesso alla nostra squadra del cuore di volare anche in alto, dall’altra non si possono dimenticare i capricci e gli strascichi che costarono l’allontanamento di due allenatori e, non da ultimo, una frattura abbastanza marcata nello spogliatoio.

Ieri abbiamo comunque potuto ammirare tutta la sua classe in quel pattinaggio sornione e nelle sue ciniche qualità di scorer di razza che tanto lo fecero osannare negli anni sotto la curva. Tanto che qualcuno la classica lacrimuccia probabilmente ha dovuto trattenerla a stento.

Peccato per quel contrasto di gioco concitato che ha forse rovinato un pelo il suo ritorno. Gesto e fallo comunque che sembrano più dettate dall’agonismo del momento e da reale incidente di gioco che da astio o quant’altro. Quanta tenerezza poi in quel saluto timidissimo, magari neanche colto dai più, quando usciva a testa bassa sotto i fischi per il fallo commesso. Per altro fischi che sarebbero stati riservati a chiunque si fosse reso attore di un gesto simile, benché verosimilmente involontario, senza che la cosa trascendesse in insulto. (N.d.a.: grazie Valascia per averci risparmiato questo gesto).

Ma come per tutti i principi ora in esilio, quelli che erano i suoi sudditi ieri si sono ritrovati. Sugli spalti, un manipolo, a salutarlo e richiamarlo al momento della sua ricomparsa per un’intervista e poi dopo all’uscita dagli spogliatoi per un nostalgico abbraccio… come fosse ancora ieri!

E proprio come un principe si mostra a coloro che hanno voluto aspettarlo. La solita papalina in testa, il sorriso che da sempre lo contraddistingue, si erge con il suo profilo esile, ma nel contempo imponente. Tanto che le donne se ne innamorano (N.d.A: cito un commento femminile di ieri in quanto ovviamente io ho altri gusti in materia…) di … “cotanta bellezza!”.

Il nostro fans club ha voluto marcare la gratitudine per le emozioni che seppe donarci negli anni migliori della sua presenza in Biancoblù un piccolo ricordo.

Quasi commosso Trudel ringrazia mentre avanza in mezzo ai tifosi che lo accerchiano. In un italiano sorprendentemente fluido accenna…
“Grazie, siete gentili, scusate, ma ora devo andare… sapete l’allenatore… la prossima volta però mi fermo di più…”-