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RonaldoEbbene si, è già iniziata la nostalgia. La nostalgia di una squadra che incarna i dettami più belli (forse gli unici) del calcio.

La seleçao è a casa e rivedendo oggi alcune clip mi sveglio attonito da un sogno. Già perché ora non vedremo più le magie di alcuni tocchi, le giocate sensazionali fatte in perfetta scioltezza o quei tocchettini che sembrano niente, ma in realtà sono un capolavoro ogni volta che vengono recitati.

I giocolieri del Brasile sono fuori. Quello che si può definire il genio e la sregolatezza dell’essenza stessa del calcio Brasiliano stavolta non ce l’ha fatta. O almeno la cocciutaggine di alcune scelte hanno voluto che il Brasile di quest’anno fosse sterile e contorto nel suo gioco… per poi infiammarsi al momento che i vari nuovi talenti guidati da Robinho per primo iniziavano ad ammaestrare la palla.

Bene, ora largo ai dettami tattici, largo alla difesa ad oltranza, largo a tutto quel bagaglio che il calcio europeo si porta dietro. Partite noiose fino alla morte che appassionano solo per quell’istintiva emozione che ti lega a quella squadra piuttosto che all’altra.

Lasciando a parte la Svizzera sono spudoratamente tifoso Argentino e so che la mia simpatia per la squadra giallo oro fa a pugni con questa mia passione…

… ma diciamo onestamente chi non gode vedendo ogni tocco di palla di uno di quegli incredibili giocolieri? Uno fra di loro non ha brillato, è vero, ma quando lo vedi lanciare Roberto Carlos da fermo con un magistrale colpo di tacco… oppure quando lo vedi uscire dalla marcatura ferrea di due avversari e poi venire fermato dall’arbitro perché viene fischiato un fallo di mani ed invece era una magia palla al piede… E non sentiremo più neanche quel frastuono a ritmo di samba che solitamente la torçida Brasileira ci riserva nel caso di vittori…

La squadra delle meraviglie ha fallito il suo obbiettivo forse proprio perché troppo sicura del fatto suo. Probabilmente i senatori non avevano abbastanza fame e qui sta tutta la cicchettata allo staff tecnico di non averlo capito rischiando magari l’inserimento di coloro che avrebbero anche dato l’anima per la maglia.

Peccato, per vivere di nuovo tutta la magia del calcio ora ci toccherà aspettare altri quattro anni. Ora che vinca il migliore (per miei motivi del tutto personali … Germania esclusa!).