Due chiacchere con Daniele Marghitola

marghitola danieleATTENZIONE: Questa intervista sarà pubblicata nella versione integrale sul prossimo numero del nostro periodico BL15 riservato esclusivamente ai soci del fans club.

BL15:
Daniele Marghitola è uno dei giocatori emergenti del vivaio biancoblù. Classe 1988, nazionale U20, difensore di cui si dice un gran bene.

Lo abbiamo raggiunto subito al ritorno dal campo di allenamento tenuto con la Nazionale e, beh, dai, toglici subito una curiosità, com’è andata in Slovacchia?

DM:
Non benissimo, abbiamo perso tutte e tre le partite, contro Slovacchia U20, Slovan Bratislava e Nowy Targ.

Diciamo che è stata comunque una bella esperienza; abbiamo potuto scontrarci con squadre della massima lega di altre nazioni, come lo Slovan e il Nowy Targ.

BL15:
Giovane emergente, ma che si è sudato la gavetta fino in fondo. Con quali sensazioni ti appresti a recarti sul trampolino di lancio nell’hockey “che conta”?

DM:
Beh, sono ovviamente molto contento e motivato ma voglio avvicinarmi all’hockey “che conta” con calma. So che sarà difficile per me trovare posto nella squadra e questo è un’ulteriore motivazione a migliorare sempre. Ho la grande fortuna di poter imparare ancora moltissime cose ed aver la possibilità di “guardare” giocatori di grande livello ed esperienza che ci sono sia nell’Ambrì come nelle altre squadre di A.

Inoltrre ci sono in squadra alcuni giocatori che sono sempre disponibili a dare consigli e ad aiutare; questo è molto importante per un giovane.

BL15:
In questi mesi abbiamo sentito e letto echi che sembrassero dire: “Tlacil li sta spremendo come limoni…”. Come è andata la preparazione estiva agli ordini di Tlacil?

DM:
Effettivamente è stata una preparazione molto dura, i preparatori fisici in accordo con Jan hanno preparato un programma che ci ha spremuto abbastanza.
Sicuramente abbiamo fatto buoni progressi quest’estate, fisici ma non solo.

BL15:Sai, mi verrebbe da chiederti… Che effetto fa ritrovarti lo stesso allenatore che avevi negli Juniori anche con la prima squadra? Inoltre, di Tlacil non si conosce moltissimo. Che tipo è?

DM:
Per noi juniori ritrovare Jan ha probabilmente un vantaggio, ci conosce già. Jan è un’allentore molto duro, ma quanto basta. È aperto a discutere con i giocatori per qualsiasi problema o per consigli personali e questo trovo che sia un pregio. Per il resto, dobbiamo ancora vedere come si comporterà in campionato, perchè con i juniori era una cosa, con la prima squadra cambia, vedremo se manterrà lo stesso atteggiamento.

BL15:
Parliamo un po’ di questa stagione che sta per prendere il via. Quali obbiettivi ti sei prefissato? E quale il sogno nel cassetto?

DM:
Il mio primo obbiettivo per quest’anno è trovare spazio all’interno della squadra e riuscire a giocare qualche partita.

Secondariamente la convocazione per i mondiali U20, che sarebbe una grande soddisfazione ma ci sarà da lottare tantissimo, i posti sono pochi e giocatori barvi tanti.

BL15:
Ripensando alla strada fatta fino ad ora, c’è qualche cosa che cambieresti (chissà… magari volevi fare il balletto classico… eheheh…) no, scusa, domanda del piffero. Seriamente. Se ti chiedessi di dare un messaggio ai molti giovani che ci leggono e stanno facendo (o pensano di iniziare) la tua stessa strada, cosa diresti?

DM:
Bisogna provare e decidere in base alle emozioni; se ci si diverte, se ci si sfoga, o altro, qualsiasi emozione positiva che si prova è un segnale per intraprendere questa strada.

BL:
E ai loro genitori?

DM:
Ah, qui è già più difficile; ci sono di mezzo mille cose. È chiaramente un grosso investimento ed un’impegno non indiffertente ma ne vale la pena, con l’hockey si imparano moltissime cose che non servono solo nello sport.

Ai genitori dei bambini che giocano già invece vorrei dire di lasciare la massima libertà nello sport che fa; intromettersi il meno possibile e lasciare che si diverti e pratichi l’hockey a modo suo. Ci deve essere comunque un controllo e ad un certo punto deve essere chiaro che l’hockey non è tutto.

BL15:
Te la senti di dire qualcosa ai tifosi che leggono questa intervista e che saranno poi su a sostenervi?

DM:
Saluto tutti e li invito a continuare a sostenerci comunque vada perchè è sicuro che noi ce la metteremo sempre tutta!

Author: sirc

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13 Comments

  1. Non parla mai, emette solo grugniti. Però ha detto una frase in dialetto: “Ul paneton a ma sa c’al mangi no”!

    🙂

  2. Ma se è ceco, come fa a vedere se giocano bene?

  3. …….di poche parole il tecnico ceko: «Sin qui abbiamo fatto il massimo nella preparazione».

  4. Si mi pare di aver letto da una qualche parte ke parla francese con i giocatori…

  5. gli juniori secondo te in che lingua parlavano con tlacil?? domandona da un milione di dollari……

  6. In che lingua parlando i giocatori con Tlacil? Mi è stato riferito che la comunicazione non è sempre evidente…

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