Un uomo in pelliccia a Dalpe
La famiglia McCourt, qui a Dalpe, se la ricordano tutti bene e con grande affetto. Era una famiglia molto unita e tutti le volevano bene. Davvero mai hanno fatto pesare il fatto di essere delle star. Mi ricordo di persone riservate e molto gentili. Personalmente le incontravo quando venivano in negozio a fare la spesa. Sono passati dalle grandi città americane e canadesi a un piccolo paese della Leventina e hanno da subito cercato di inserirsi nella comunità, con umiltà e intelligenza. Per i figli è stato forse più facile: erano piccoli e hanno subito imparato l’italiano, frequentando l’asilo e la scuola elementare. Loro erano in pratica “ticinesi” e hanno stretto amicizie che sono durate nel tempo. So che alcuni ragazzi della Valle sono ancora in contatto, via e-mail, con Derek e Clayton e senz’altro quando arriveranno sarà una festa per tutti, magari con un po’ di comprensibile commozione. Io, comunque, ricordo in particolare la signora Janet, molto disponibile e alla buona. Si è sempre sforzata di “vivere” il paese; ha fatto amicizia con diverse donne di Dalpe e con alcune di loro ogni giorno faceva delle lunghe passeggiate: lei con un vocabolario di italiano, le altre con quello in inglese….
Dale lo si vedeva meno in giro: tra partite e allenamenti, il tempo libero lo passava a rilassarsi a casa. Però capitava anche di incrociarlo mentre accompagnava i figli a scuola, oppure in slitta o sugli sci, o ancora, appunto, in negozio. Di lui ricorderò sempre un particolare che all’epoca mi aveva un po’ scioccato: girava sempre con una lunga pelliccia che gli arrivava fino alle caviglie. Prima e dopo di lui, da queste parti, non s’è mai visto un uomo in pelliccia, faceva un certo effetto.
DINA STEFANI
(negozio di alimentari a Dalpe)
mi scusi signora, una pelliccia di visone o di marmotta?