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Piccolo Ambri20.04.2007
Habemus Coach: Cardinalem Tlacil

Dopo il 10 marzo 2007 avrò fatto andata e ritorno la golena a piedi da Gudo a Molinazzo almeno 5 volte, con e senza cane, in cerca di ragioni e motivi per questa lunga attesa. Non ne ho trovati molti ed inoltre Paolo Conte continuava a suonare male sull’I-Pod ( “…ma l’epoca mia sembra fatta di poche ore…”). Mancava quel suono graffiato e stupendo che trascina la puntina su un consumato vinile. Giradischi.
Per sentire quel suono vi tocca guardare quelle fotografie appese come dei baccalà sulle pareti del Güss. Fateci caso, hanno un sudore antico che ti fanno venire il « magone » o qualche brivido confuso. Ma queste sono storie passate, sepolte, così come è ormai lontano il ricordo di chi assisteva alle partite in attesa di un tetto sopra il cranio. Arrivò negli anni settanta. La prima partita sotto quel « cuppolone » quasi più nessuno se la ricorda ma fù sicuramente un’emozione unica, momenti ricordati oggi nei bar da settantenni sempre benrasati. Storie.

Oggi invece, benchè il tetto sia ancora quello, la grande novità e sorpresa è finalmente un’altra. Il Conclave ha finalmente acceso un’impolverata e vecchia sacra pipa indiana: fumata bianca. Travaglio sofferto che ha lasciato sul campo illustri vittime facendo piangere bambini e disperare insospettabili madri, ma che finalmente libera noi tifosi da un’attesa agoniata e quasi delirante.
“Benvenuto” e buon lavoro quindi al neopromosso Jan Tlasil. Anzi, voglio esagerare, augurandoti già da adesso un Buon Natale e lunga vita ad Ambrì con il plutonico J.J.
Direi a sangue caldo che il gastoniano “speremm in ben” ha lasciato il posto al “chi non risica non rosica”. Staremo a vedere, sperando non si rinnovi quell’ormai consueta sepoltura pre-natalizia del “Papa Luciani” di turno.

Unico iniziale patetico desiderio è quello di invitarvi a non vincere per il terzo anno consecutivo quello strano e gratuito torneo d’agosto: Electro-Oil Trophy a Lugano. Daltronde la GBB l’ha sempre snobbato e come mi ha confidato “the Sirc president”, vincere lì, ci ha comunque portato alla lunga una grande e maledetta sfiga. Scaramanzie puerili miste a nobili verità.

L`Ambrì è quindi ancora maledettamente vivo. Le sue magiche lame riinizieranno presto a solcare un ghiaccio antico, balordo e quasi “démodé”. Anche la dirigenza ha retto finalmente a menadito le recenti incessanti pressioni, ritenendo però di poter decidere senza troppe fughe di notizie quando e come ufficializzare serenamente le sue decisioni. Mi sembra un buon concetto ed in fin dei conti un promettente inizio. Ci saranno ancora Imperatori e Celio con un Westrum tutto da scoprire. (e Trudel ???) Ora non ci resta che attendere gli ultimi ritocchi prima del rituale aduno della nostra variegata folla, irresistibilmente richiamata dal fascino della sfida e dall’amore incondizionato per un gioco: l’hockey. Diabolico, vero e fortunatamente psicotropo.

Si riparte quindi da zero, anche se uno strano “veggente” d’oltralpe ha già sentenziato anzitempo la nostra morte per la stagione che verrà. Speriamo siano solo isterie primaverili dovute al “Sechseläuten” che contribuiranno ad alimentare la nostra ostinata e robusta resistenza. Ultimi della classe quindi non saremo, almeno solo per farla a quel tale che scrive su quel giornale. Noi, signor eminenza Zaugg, andremo al massimo!!!

Cara Madre Valascia Terra, sorseggiando la primavera, propizio gli gnomi dei boschi e mi godo ad occhi chiusi sulla chaise-longue il frastuono di una rinata primitiva inspiegabile passione. Aria di distensione.
Bentornato inossidabile Ambrì.