Non puoi pensare che un ciclo diventi eterno. Altrimenti si cade nella consuetudine ed in uno statico oblio.
Sei anni di presidenza ed una di vice-presidenza possono essere più che sufficienti per poter affermare tranquillamente di aver compiuto un vero e proprio ciclo.
Un ciclo che si era prefissato prioritariamente di portare un po’ di stabilità nelle finanze del club. Bene o male questo obbiettivo si può dire raggiunto. Infatti per ora l’Ambri non è a rischio di esistenza per i suoi debiti e, al giorno d’oggi, tutto sommato questo è già incoraggiante.
I passivi sono stati abbattuti in modo importante e risolta la questione legata alla proprietà della pista che è costata notevoli sforzi finanziari e “politici” per accordare tutte le parti. Infatti all’orecchio del tifoso è emersa solo una punta dell’iceberg legato a questo spinoso capitolo intersecato con le passate gestioni.
Un grande lavoro è anche stato effettuato per portare una certa professionalità nella gestione amministrativa del Club, riorganizzare alla base il settore giovanile, riportare in primis la figura immancabile del DS e organizzare poi una commissione tecnica. Siamo tutti d’accordo che ogni struttura è perfettibile, ma bisogna dare il merito a questa dirigenza di aver “rotto il ghiaccio” in questa importante direzione.
Dal profilo sportivo è stato lanciato il progetto Ambrì dove il messaggio è quello di costruire il futuro del club fondendo al meglio l’innesto dei giovani che usciranno dal settore giovanile con gente di provata esperienza. Ai prossimi dirigenti verrà ceduto il testimone per far modo che questo concetto venga assimilato, migliorato e potenziato così da gettare delle solidissime fondamenta sul medio termine.
Periodo questo che comunque è fortemente ed oggettivamente condizionato dal problema pista. Probabilmente il capitolo più spinoso che i successori dovranno chinarsi per risolvere in modo definitivo da subito!
Non vengono comunque lasciate solo spine. Infatti gli importanti contratti di Bäumle, Westrum, Marghitola sono delle ottime premesse per iniziare nel migliore dei modi. Su di loro infatti si sta ricostruendo una squadra di successo che sappia ridare entusiasmo e vigore a tutto l’ambiente.
Proprio da qui passa questo cruciale e delicato momento dell’avvicendamento al timone dell’Hockey Club Ambri Piotta. Un Ambri Piotta vincente e nei play off porterebbe sicuramente quel qualcosa in più nella motivazione collettiva riuscendo probabilmente a formare il nuovo gruppo con minori difficoltà rispetto a quanto successe prima di questo CDA.
Un’ultima annotazione che penso possa anche essere di rilevanza. Gian Paolo Grassi, con le sue sei stagioni, è uno dei presidenti più longevi. Su 15 presidenti che si sono avvicendati solo due hanno avuto una presidenza più lunga e solo altri due hanno raggiunto quota sei.
Nel finale va tutto il nostro ringraziamento a tutta la dirigenza che non si ricandiderà più per l’impegno, la dedizione ed il tempo dedicato alla causa dell’HCAP augurando una fine mandato serena e tranquilla… ovviamente nel limite del possibile… si sta pur sempre parlando dell’Hockey Club Ambri Piotta.
Anche secondo me è stato fatto un ottimo lavoro a livello finanziario. Forse è mancato un po’ quello sportivo, ma per ottenere ciò ci vogliono anche soldi in quantità e non è affatto facile.
Ora vediamo chi arriva e sono convinto che Gobbi e Foschi continueranno il loro mandato.
Io mi sento di ringraziare questa dirigenza