
Mi rimane un mistero il passaggio a vuto nelle ultime tre partite. Fatto sta che l’Ambri è risorto dalle sue ceneri come l’Araba Fenice.
Per tutto il week end avevo addosso una strana sensazione di “frustrazione”. Quella sensazione di quasi panico, quella voglia di fuggire, quella voglia di far passare in fretta un momento… quella stessa voglia che senti di avere quando vuoi sevegliarti da un incubo, ma non ci riesci.
Per tutto un week end è stato un susseguirsi di notizie contrastanti: arriva qualcuno, no non arriva.
Poi arriva la domenica dell’incontro. I pensieri più neri vi erano tutti. La sconfitta sembrava dietro l’angolo e il dipendere dal risultato di Berna aumentava ancora di più l’angoscia. Inoltre la sensazione che, se sconfitti ancora anche dal Davos, onestamente ce li meritavamo d’avvero i play off che sarebbero venuti ugualmente in caso di vittoria del Berna? Poi il pensiero che se noi perdavamo e il Berna vinceva ci qualificavamo grazie ai punti del Losanna.
Poi, a poche ore dal baratro, vieni coinvolto in una classica discussione dove non fai altro che ricevere le continue punzecchiature dello stile: “siete brocchi”, “cosa andate su a fare”, “tanto fate i play out”, “praticamente oggi è l’ultima partita”, “perdete e gli altri si mettono d’accordo”… ecc.
Per la prima mezz’ora non reagisci. Sei li che insacchi e non trovi argomenti differenti da una parziale autoconvinzione che hanno ragione. Perderemo, ecc. ecc.
Poi, ad un certo punto, esce tutto l’orgoglio del tifoso. “Fanculo, stasera andiamo su, battiamo il Davos e ci qualifichiamo alla faccia di tutti”… alzandoti e togliendo il disturbo!
Alzandoti e togliendo il disturbo da questa imbarazzante situazione, davanti agli sguardi increduli, inizia il calvario verso l’incontro con tre pensieri in testa: “Forza Ambri, questo me lo devi…”, “Cavoli ho una fifa boia…”, “Saremo su in tre gatti… chissà che freddo!”.
Finalmente si arriva all’aereoporto e una strana sensazione, il primo brivido: “Guarda, un po’ di gente c’è qui ugualmente…”. Poi entri in pista. Il colpo d’occhio a 5 minuti dall’inizio è stupendo.
Pista piena. Il popolo bianco blu ha risposto alla grande. Il popolo bianco blu, con la sua presenza ha chiaramente detto: “Forza ragazzi, noi ci siamo e ci crediamo”. Il secondo segnale.
Inizia l’incontro. L’Ambri c’è, lotta, da l’anima e anche di più, ma il disco non vuole entrare e quando parte il Davos fa paura. Poi il primo ed il secondo goal ed i comunicati da Berna che il Kloten sta andando a fondo.
Siamo dentro e pace fatta per il bene di tutto il club. Assieme siamo riusciti a superare anche questo scoglio. Siamo dentro ed alla faccia di tutti anche senza qui maledetti due punti di Losanna. La qualificazione è regolare, sacrosanta e meritata sul campo.
Grazie Ambri poiché oggi ricomincerò a parlare di una squadra, un po’ matta, ma che si può andarne fieri.
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