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RifiutiVedo con perplessità che l’articolo ironico apparso sulla Regione Ticino, e ripreso da solohockey.com (http://www.solohockey.ch/common_includes/pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=33073), di G.A. sta sollevando un polverone. Come ogni articolo provocatorio d’altro canto.

Ritengo che sia errato attaccare l’autore con critiche “anche pesanti” solo perché ha osato attaccare un settore piuttosto che un altro. Tanto più sbagliato sarebbe barricarsi dietro il classico: “Però lo fanno anche loro e non gli si dice niente!”.

Personalmente sono molti anni che frequento la “pseudo discarica cantonale” e ritengo quindi di averne oramai viste di cotte e di crude. Tanto per intenderci ho visto il bicchiere di birra rovesciato in testa a Sarnen, antico straniero del Davos, reo di non rammento più quale scorrettezza. Ho visto i vasi da fiori buttati in pista dal settore bianconero ed ho visto molte altre cose.

Quello che voglio precisare è che il buttare oggetti in pista dovrebbe forse essere il classico sfogo massimo (benché non giustificabile si intende…) di frustrazione per palesi torti subiti (o presunti tali per lo meno…). Oggi però per qualsiasi fischiata dubbia del direttore di gara ecco che qualcuno pensa bene di “insudiciare” il terreno da gioco. Con la chiara conseguenza di fermare le ostilità al fine di ripulire la pista, rompere il ritmo magari appena ritrovato e quindi danneggiare ancora maggiormente la propria squadra.

Pertanto io mi allineo al concetto dell’articolo, sperando vivamente che la insistente pioggia di oggetti abbia finalmente a terminare per il gusto dello spettacolo, non interrotto da stucchevoli pause dalle quali nessuno prende giovamento.