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Grazie Kenta, eterno “nemico”, per le parole espresse nell’articolo di analisi delle due Ticinesi. Con il suo resoconto ha fotografato appieno quello che è il nostro Ambri. Una squadra che gioca con il cuore.

Tratto da Solohockey.com

Era una specie di extraterrestre quando decideva le partite del suo Lugano dal 1982 fino al 1989. Tre titoli di campione svizzero e tanti, tantissimi gol e assist, per diventare il migliore straniero d’attacco della storia bianconera. Un giocatore incredibilmente efficace e decisivo, che ha lasciato un segno indelebile. Con il suo inseparabile numero 25, Kent Johansson giocò con Eberle e Ton, con Giovanni Conte e Noldi Loertscher. In entrambi i casi contribuì a formare delle linee inarrestabili. Ora, da qualche anno, fa l’allenatore con discreti successi nella sua Svezia. Alla transenna del Timrå, ha avuto modo di affrontare entrambe le formazioni ticinesi durante il torneo di Lugano.
Contro i bianconeri ha subito una netta sconfitta ( 7- 1):
« Una squadra fortissima quella di Larry Huras. Il Lugano dispone di giocatori con grande classe. Nummelin su tutti. Il finlandese è un lusso, potrebbe giocare senza problemi anche in Svezia. Un elemento di questo genere infonde forza e compattezza a tutto lo spogliatoio.
Questo Lugano potrebbe giocare tranquillamente nel campionato svedese e qualificarsi tra le prime otto » .
Al cospetto del derby, come vedi il confronto con l’Ambrì? « Il Lugano è senza dubbio più forte dei leventinesi. Dispone di giocatori esperti e smaliziati e con una classe superiore alla media. L’Ambrì ha in Züger un grandissimo portiere, mentre il resto della squadra ha dimostrato di saper lottare e giocare con il cuore. Doti che avevano già quando erano miei avversari. Evidentemente questa è una caratteristica che sta nel DNA del club… ».
Se segui il campionato svizzero, quali squadre sono le favorite? « Di tanto in tanto chiedo informazioni al mio amicone Sandro Bertaggia. Il Lugano partirà tra i favoriti con il Berna e lo Zurigo. Ricordo con piacere la rivalità che c’era tra noi e il Berna di Renato Tosio ».
Ti piacerebbe tornare a Lugano a fare il coach? « Perché no? Potrebbe anche capitare un giorno… » .
DORIANO BASERGA