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Roland von MentlenUn leader naturale

Scuola di vita
L’HC Ambrì-Piotta é senza dubbio un mito capace di infondere un senso e gioia alla vita.
È però anche una scuola di vita, un movimento sociale che grazie alla forza dei suoi piccoli impulsi genera una nuova presa di coscienza in ognuno di noi per cambiare in meglio il nostro modo di vivere.

Integrazione
Questo processo é indispensabile laddove si uniscono uomini di diverse culture per praticare lo stesso sport; ovvero in una squadra.
Così come capitò nell’HCAP negli anni 1985/ 86/ 87, dove ticinesi, svizzeri tedeschi e francesi, americani e canadesi crebbero insieme per formare una squadra competitiva con le migliori in Svizzera. Tutti i coinvolti se ne resero subito conto. La coesione della squadra non era solo un problema di carattere tecnico-sportivo bensì una vera sfida culturale. Si trattava in pratica di trovare un pensiero collettivo e formare una vera e propria comunità.

Comunità
Ecco perché si cominciò ben presto a studiare ed allenare aspetti come il comportamento umano, il senso e lo scopo di lavorare insieme nonché la comunicazione interpersonale. Si iniziò a praticare quello che oggi é noto come „team spirit“. Rafforzammo la nostra comunità con diverse tecniche come la motivazione, la promozione e la critica. Un interlocutore importante per tutta la squadra fu indubbiamente Dale McCourt. Ci rese sempre partecipi delle sue aspettative e convinzioni di convivenza interpersonale.
Cito due esempi dal mio diario:

Dare una faccia alle persone
In un’importante partita fuori casa fummo in vantaggio di una rete fino a pochi minuti dalla fine. Misko Antisin commise un fallo stupido e fu punito con una penalità. In inferiorità numerica subimmo il gol del pareggio. Poco dopo, l’avversario segnò un’altra rete. I nostri due punti erano persi.
Io, un giovane allenatore, ebbi uno sfogo di rabbia nello spogliatoio prendendomela con tutta la squadra. Una volta ritornato alla calma, fui avvicinato da Dale. Andammo nel corridoio e mi disse: „Roli, don’t do that again, it hurts the team“. Capii subito e lo ringraziai perché per il resto della mia vita avevo così arricchito il mio repertorio di comunicazione interpersonale.
L’ultimo colloquio con Dale lo ebbi alla fine di una lunga serie negativa segnata da diverse sconfitte. Volli sapere da tutti i giocatori, quindi anche da Dale, come giudicavano la situazione in cui ci trovammo.
La risposta di Dale fu:„ Roli, we had a great time, you did things with us, I’ve never done in a team before. But as a player and as a team, I think you can’t help us anymore to become better.” Anche in quella occasione capii subito, lo ringraziai e aggiunsi: “Nessuno ha il diritto di mettersi davanti al sole e gettare nell’ombra un’altra persona o il team”. Chiesi al Comitato di accettare le mie dimissioni e lasciai il club pochi giorni dopo in direzione Berna.

Person makes excellence, not organisation
„We are what we feel, think and do“ descrive in modo esemplare il modo di pensare di tutte quelle persone che hanno contribuito alla realizzazione del mito Ambrì. Dale era una di queste: un’umanità profondamente radicata, un’esperienza pluriennale nello sport professionistico, un’attenzione particolare al senso di comunità e di ben comune.
Ispirazione e coraggio sono le parole che descrivono meglio il suo agire: un leader naturale!
„Dale, welcome back, it’s great to have you here.”

Roland von Mentlen