I risultati dell’Ambrì continuano ad essere deficitari, ma ancor di più lo sono le prestazioni di chi dovrebbe garantire lo svolgimento regolare delle partite.
Ovviamente i mali dell’Ambrì non sono certo da imputare ai direttori di gara, ci mancherebbe altro, ma probabilmente qualche punto lo abbiamo perso anche per le così dette sviste arbitrali. Siccome bisogna sempre accettare le decisioni delle zebre pensando alla buona fede, vi dico subito che a volte questa dannata buona fede può venir meno e la forza di volontà per cercare di accettarla non è altro che un alibi per chi sbaglia.
Diciamo che ogni tanto la mala fede la spunta alla grande e non solo nell’immediato dopo partita quando hai ancora il sangue in ebollizione, ma la sensazione di essere stato beffato ti rimane anche dopo molto tempo. Ci sono arbitri che cercano di interpretare il regolamento invece di applicarlo, altri non riescono a prendere una decisione uguale su due casi simili, altri a un metro di distanza dall’azione non vedono irregolarità mentre il loro collega da trenta metri alza il braccio e fischia la penalità. Quasi assurdo, ma è la realtà e sembrerebbe che cambiarla sia una missione impossibile.
Sono cambiati i vertici della sezione arbitri, ma a quanto pare non è cambiato e non cambierà mai il sistema, che purtroppo per noi sembra sempre anti Ambrì!
In questi anni ne abbiamo viste e subite tante, nessuno è corso ai ripari cercando di invertire questo trand negativo delle zebre, anzi sono riusciti a metterli in condizione di sbagliare ancora di più. La luce rossa da qualche anno non fa più parte dell’hockey e secondo me è un errore, soprattutto adesso che gli arbitri possono visionare tutte le immagini che vogliono. Probabilmente contro il Kloten se ci fosse stata la luce rossa accesa, Kurmann avrebbe deciso di visionare le immagini e probabilmente ma non sicuramente avrebbe accordato la rete “non vista” da tutti, togliendo così anche il suo capo dalla scomoda posizione di rilasciare dichiarazioni stupide e inutili a fine gara, inventandosi una teoria della quale avremmo fatto a meno. Altra regola scomoda ma che crea un alibi di ferro è la ormai famigerata liberazione vietata ibrida!
Già il nome lascia a desiderare, figuriamoci l’applicazione da parte dei lines-man. Ogni tanto ho l’impressione che tale regola serva solo a fermare azioni d’attacco che potrebbero diventare pericolose per i nostri avversari. Una chiara direttiva su questa regola non è mai stata data, o meglio, hanno provato a darla, ma hanno cominciato a parlare di calcoli matematici che il lines-man deve fare per valutare se sia liberazione o meno! Questi ragazzi, appassionati di hockey, hanno già i loro problemi con l’off-side e gli ingaggi, perché tormentarli con conti matematici da fare in una frazione di secondo? È ovviamente molto più facile fischiare una liberazione a casaccio che pensare se lo sia davvero. Perché cambiare il regolamento se poi non è chiaro come quello precedente?
Verrebbe da dire: Aiutiamo gli arbitri a sbagliare!
L’errore tecnico durante la partita di venerdì contro il Bienne non è altro che la conferma di un livello arbitrale basso e che purtroppo per l’hockey non migliorerà in tempi brevi in quanto non credo ci sia la volontà di farlo, altrimenti non avrebbero permesso a certi personaggi di insediarsi in Lega!
Lorenzetti Federico
Presidente Fans Club BL15
Il protesto è giusto. Quest’anno gli arbitri sbagliano troppo a sfavore dell’Ambrì. Di episodi ve ne sono a iosa. Venerdì diversi falli sui nostri non fischiati, mentre uno dei nostri alitava su un avversario riceveva 2 minuti. Senza contare gli spostamenti della porta da parte del portiere avversario. Stessa porta, gioca Zurcki e mai si sposta…. Non voglio fare vittimismo, lungi da me, ma da un po’ sto pensando male….