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filippo lombardiCaro Filippo,

ti scrivo queste brevi righe in segno di stima per averti fatto carico della presidenza di questa importante realtà vallerana.

Sono tre anni che mastico amaro. Sono tre anni che ad ogni agosto mi vedo sfilare sotto gli occhi lucidi dalle lacrime di emozione una ventina abbondante di baldi giovani che dovranno tenere alto l’onore della maglia biancoblù e, puntualmente, vuoi le vicessitudini, vuoi i dissidi di spogliatoio, ad ottobre mi sento come il cavaliere errante disperso nelle desolanti e sconfinate praterie del fondo classifica auspicando l’arrivo di un salvatore… “di un messia” che possa salvarci (leggasi pure Huras, Basilea e Krizan).

Caro Filippo, dicevo, io sono il più grande disilluso di questa terra. Non mi aspetto molto dalla stagione che arriva. Non voglio esaltarmi davanti a roboanti parole o utopistici traguardi. Sono convinto che il 2 agosto la lacrimuccia scenderà come ogni anno ed il cuore esploderà di emozione al momento che l’Ambrì scenderà in pista, nel momento di urlare al cielo il nostro boato, il nostro Forza Ambrì.

Come ben hai detto… si vorrebbe sempre vincere 6 a 0, ma ogni tanto bastano anche le vittorie di misura ai rigori. Però…
Non ci giro attorno oltre al nocciolo. Caro Filippo, se posso permettermi, io da questo Ambrì desidero unicamente:
1. che ci salviamo la pelle e rimaniamo in A

2. che si lotti sempre e comunque su tutti i dischi in tutte le occasioni a prescindere dai risultati e dall’avversario

3. che tutti tornino a vestire con la dovuta fierezza quella magica maglia biancoblù che è per noi vanto ed orgoglio di una fede intramontabile.

Tutto il resto sarà un grato sovvrappiù.

Grazie per l’attenzione.

Firmato: un tifoso.