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Bruno MoorParlare di Dale McCourt significa parlare del più forte straniero che abbia mai giocato nell’Ambrì. Certo, a metà degli anni Novanta abbiamo avuto l’onore di avere Valery Kamensky, che non era male…, ma Chief è stato qualcosa di speciale. A quei tempi, per gli stranieri, Bertino Guscetti si appoggiata a Derek Holmes. Quest’ultimo gli disse: “Vuoi una buona macchina o una Rolls-Royce?”. Bertino: “Se è possibile, una Rolls”. “Te la mando”. E arrivò McCourt, prima scelta nel 1977 del draft di NHL e ai ferri corti con il mondo hockeystico nordamericano perché aveva rifiutato un trasferimento. Ricordo ancora il suo arrivo: faceva parte del quartetto magico che, sotto l’allenatore Ustorf, ci permise di ritornare in serie A. Con lui c’erano i difensori Köbi Kollieker, Ueli Hofmann e l’altro canadese Don Red Laurence. Con questi rinforzi, la squadra conquistò brillantemente la promozione. Ricordo bene che arrivò ad Ambrì in pullman, con moglie, un figlio di 3 anni e un altro, appena nato, che teneva in braccio. Su quel pullman c’erano anche diversi svizzero-canadesi che avrebbero pure loro scritto importanti pagine della storia del club. All’inizio il fenomeno era Laurence, gol a raffica. McCourt ci ha messo un po’ di più a capire l’hockey svizzero e ad integrarsi. Qualcuno arricciava il naso. Poi sappiamo tutti come è andata a finire. Dale è rimasto in Valle quasi 10 anni, diventando il trascinatore dentro e fuori dal ghiaccio. Nello spogliatoio era un uomo di poche parole, ma sempre ben messe. Aveva una lettura di gioco straordinaria e una qualità rara: quando, pur in difficoltà, vedeva che la partita si poteva vincere, tirava il carro e trascinava i compagni. In Valle stava come un Re e mai ha pensato di lasciarla. Di aneddoti ne avrei parecchi. Ne racconto solo uno. Prima di un derby alla Resega l’allenatore Roland Von Mentlen aveva detto alla squadra che in caso di vittoria sarebbe tornato a Quinto a piedi. Tra lui e i giocatori il rapporto non era sempre facile e proprio McCourt, nello spogliatorio, si rivolse ai compagni così: “Stasera Von Mentlen andrà a casa a piedi”. Vincemmo un derby epico.

Bruno Moor *

* presidente HCAP dal 1992 al 1994 (in comitato dal 1982 al 1994)