DALE MC COURT: IL LEADER SORNIONE
Quando nell’estate 1984 dal Canadà rimbalzò la notizia che il nuovo straniero dell’HCAP sarebbe stato Dale McCourt, probabilmente molti hanno pensato ad una “boutade” di natura pubblicitaria.
A 27 anni si è nel pieno della carriera. Se poi si mette sul piatto della bilancia che Dale era stato la primissima scelta in assoluto nel draft del 1977 (quando aveva 20 anni) e che nelle 7 stagioni di NHL (tra Detroit, Buffalo e Toronto) aveva collezionato qualcosa come 553 presenze, 203 reti, 291 assist, ergo 494 punti (0.9 punti a partita) e che in definitiva sarebbe venuto a giocare nella lega cadetta svizzera l’incredulità era ancora maggiore.
È invece no: “The Chief” ad agosto è sbarcato assieme al connazionale Don “Red” Laurence una semisconosciuta macchina da gol con un’insignificante carriera in NHL ma che aveva furoreggiato nelle leghe inferiori.
Al primo anno in LNB Dale e Red insaccarono 92 (33 il primo, 59 il secondo) delle 267 reti leventinesi (il 34.46%).
Saliti nella massima categoria i due hanno furoreggiato senza esitazioni mettendo a segno il 42.86% delle reti biancoblù (42 McCourt, 27 Laurence su un complesso di 226 segnature). Red non potè far meglio in quanto in corso di stagione (e durante 12 partite) venne sacrificato per far posto al portiere Marco Baron arrivato dal Canada a sostituire l’ infortunato Andy Jorns.
Sfogliare il libro “Pura passione, autentica emozione” significa ritrovare Dale McCourt in testa a tutte le classifiche relative ai giocatori stranieri, tanto da farne un vero ed indimenticato idolo al quale fu riservato il privilegio e l’onore (rimasto finora senza seguito) di ritirare definitivamente la maglia.
Finora è stato l’unico straniero ha portare con regolarità (66 partite nelle stagioni 1989/1990 e 1990/1991) la fascia di capitano in casa leventinese. Solo a Petrov (9 volte) ed a Trudel (6 volte) è toccato questo onore.
In sette stagioni complete (oltre all’ultimo anno durante il quale calzò i pattini solo per qualche apparizione a seguito del grave infortunio di Peter Malkov) Dale ha disputato 264 partite segnando 229 reti, 179 assist per un totale di 408 punti (media: 1.55 punti/partita).
È vero che altri stranieri che hanno vestito la maglia biancoblù per più stagioni hanno mediamente fatto meglio di lui (Chibirev 1.80, Petrov 1.69, Kvartalnov 1.60), ma il ricordo del personaggio è rimasto indelebile. Eccellente visione di gioco, grandissima personalità, tecnica sopraffina, tiro al tritolo, freddezza ineguagliabile sia a tu per tu con il portiere avversario, sia nel resistere all’esultanza del gol quando attorno a lui migliaia di spettatori sobbalzavano di fronte a cotanto spettacolo.
È vero che ogni tanto Dale si “eclissava” concedendosi una serata di “vacanza” ma la sua classe e la sua genialità erano e rimangono fuori da ogni discussione.
Tanto era freddo in pista, tanto era sornione e finanche goliardico e burlone. Significativo l’episodio narratomi da un suo compagni di squadra: durante la rituale sosta per la merenda durante una trasferta, e stufo del fatto (ripetutosi già in altre occasioni) che un (fin lì non identificato) compagno di squadra consumava la sua bibita quando egli si assentava temporaneamente per bisogni fisiologici, Dale di nascosto svitò i 4 denti superiori e li depositò nel bicchiere godendosi poi la scena del compagno (all’occorrenza Mike Bullard) che bevendo si ritrovò in bocca i denti di Chief.
Dale McCourt era anche questo e molti lo ricordano per le prodezze in pista ma anche per la simpatia fuori dal ghiaccio. Dale è stato e rimarrà un vero e proprio mito.
Brenno Canevascini
(allegato scaricabile statistiche Dale Mc Court, a cura di Canevascini- Regusci)
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