Sapete che di solito non guardo fuori dal nostro orticello poiché mi risulta difficile andare a sindacare in realtà che conosco poco.
Mi è però parso strano il comportamento avuto dal Basilea in questo scorcio di stagione. Comportamento che, credo, abbia semplicemente “regalato” la promozione al Bienne. Promozione questa che porta sicuramente molto più pepe nella massia serie Helvetica.
Mi sembra infatti un po’ strano dare una giustificazione di legittimità ad una squadra che rimane nella massima lega con a fine stagione uno sconsolante tabellino dove le vittorie sono state solo 4 su 50 partite. Insomma…
Ho a lungo “pensato” a quelle parole espresse da John Sletvoll alla vigilia della nostra serie: “Faranno fatica”. Risultato 4 a 0. Considerato che Sletvoll non è esattamente l’ultimo venuto dell’hockey, ho iniziato a pormi qualche reale domanda.
Come poi il Bienne abbia “polverizzato” un Basilea praticamente già al tappeto, senza nessuna reazione, senza orgoglio, mi ha ulteriormente rabbuiato.
Come è possibile. Poco prima sono li li per mettere in crisi una squadra blasonata come i bianconeri e poi PUF!
Una frase letta qua e la mi ha forse dato la chiave di lettura. L’opportunità dei migliori giocatori ingaggiati dal Basilea di trovarsi nuovi contratti, nuove squadre, nuove occasioni.
Un ammutinamento insomma.
Questo fatto mi ha dato molto da pensare. Soprattutto un punto. “Se succedesse anche all’Ambri?”.
Analizzando la situazione delle cose mi sono rallegrato dal fatto che, non potendo escludere di non trovarci un giorno impantanati in questi spareggi (ci sono passate in tante…), il nostro Ambrì Piotta difficilmente potrebbe subire questo crollo. Sono infatti troppi i giocatori nelle nostre file che la maglia l’hanno cucita direttamente sulla pelle e quindi disposti a lottare fino in fondo. Lo hanno dimostrato più di una volta.
E Basilea? Beh… Notoriamente Basilea era una squadra composta essenzialmente da giocatori provenienti da ogni dove… mercenari, senza spina dorsale, senza quell’ossatura fatta dai giocatori che nella maglia credono ancora.
In fondo, come tali, si sono poi comportati.
per conto mio c’è una sola chiave di lettura:
il Basel ha dato tantissimo ed oltre misura per riuscire
un colpo che sarebbe stato quasi clamoroso: quello di estromettere il Lugano.
Erano convinti di farcela, capeggiati da un tale che sul Ceresio c’ha lasciato le penne, Beat Kaufmann. Ma la tanto desiderata “vendetta” non si è consumata. Da lì la disfatta generale della squadra e della tifoseria. Disfatta gestionale, psicologica fisica.
Li capisco.
Ma non diciamo fesserie pf