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cuore-aliMi trovo a scrivere un articolo con poca convinzione. Le continue voci di probabili partenze illustrissime, i risultati che non arrivano, gli infortuni che fioccano week-end dopo week-end, le polemiche che sorgono per ogni cosa, non mi danno quella mia solita carica che molti conoscono.

Mi verrebbe voglia di buttare tutto all’aria. Di prendere, disattivare il sito, chiudere il giornaletto, andare in assemblea giovedì e dire bon, ragazzi, è stato bello anche se breve, chiudiamo baracca, mandiamo su il saldo e pace amen. Vado a cercare funghi.

Eppure però qualcosa dentro mi combatte.

Resisti! E ripenso agli inverni trascorsi su per la Valle, in pista… agli amici e a quell’atmosfera festaiola che regna prima e dopo le partite.

Resisti! E ripenso a quei giocatori, uno in particolare, il numero 15, vera bandiera, o il numero 8, altro punto di riferimento, o quel numero 4 di un tempo… tanto per citarne solo tre! Lì non ti preoccupi di dire … resta? va? No, perché è normale che quando riparte la stagione la sua maglia c’è ed ha il colore giusto. O quel giocatore che straccia un assegno in bianco, solo da riempire per l’ingaggio, e con questo gesto gli dice: “io con voi non giocherò mai!”. Forse oggi l’hockey non è più così, ma senza di loro che hockey sarebbe?

Resisti! Per quella storia che si tira avanti da oramai settant’anni… che figlio sarei agli occhi di mio padre che con orgoglio mi passò il testimone di tifoso se oggi io getto la spugna?

Resisti! Per quei tanti giovani che vedono una possibilità, uno spiraglio…

… e allora al diavolo tutto e tutti! Noi siamo tifosi dell’Ambri. Siamo abituati a soffrire, ma sia chiaro che NOI NON TI LASCEREMO MAI!

Pertanto niente da fare. Rispondo picche. Giovedì andremo in assemblea pimpanti come sempre, consci che il momento non è dei migliori, ma convinti che l’Ambri è l’Ambri.

Non puoi diventare tifoso dell’Ambri. O questa squadra la ami incondizionatamente o non la capisci!