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trudelAdesso si, possiamo dirlo.
Tutto bene ciò che finisce bene!

Non fraintendetemi. Partendo Trudel, parte un personaggio che sicuramente lascerà un vuoto nel nostro cuore. Perché si dica pure quello che si vuole, Jean Guy è stato uno dei grandi stranieri arrivati ad Ambri. Come tutti i grandi stranieri, nella generazione di tifosi del nuovo millennio della nostra squadra, avrà un posto negli aneddoti che racconteremo ai nostri figli o nipoti. Ne più ne meno come mio padre mi parlava di un certo Andy Betgates che tanto lo fece entusiasmare.

Queste pagine scritte nella breve parentesi di quattro anni da Trudel vanno senza ombra di dubbio ad impreziosire quella storia lunga settant’anni fatta di successi e insuccessi, ma indiscutibilmente sicuramente fatta di grande passione per i colori biancoblù.

Jean Guy voleva cambiare aria. Quando un personaggio che ha dato tanto ad una squadra come la nostra ti fa capire chiaramente che vuole cambiare aria, il minimo che gli devi è di assecondarlo.

Tutto bene ciò che finisce bene! Certo, perché il sogno nel cassetto del nostro eroe è sempre stato quello di riprovarci. Riprovare in quel campionato Nord Americano che è il sogno di ogni giocatore. Inoltre, diciamolo pure, vedere Trudel con qualsiasi altra maglia del campionato Svizzero, sarebbe stata una lacrimuccia versata ad ogni passo, ad ogni goal, ad ogni sorriso.

Tutto bene ciò che finisce bene! Non si è dovuti cedere a quei sotterfugi di un certo capo azienda Ginevrino d’importazione che con il suo agire ha dimostrato tutta la sua pochezza. Anche se sicuramente questa sua pochezza la si definisce obbligatoriamente “furbizia”. Ricordo un verso di una canzone di Guccini: “Ho visto anche un aquila precipitata ed un topo ruggire!”. Magari un domani Trudel vestirà la maglia del Ginevra. Quello che succederà da ora in poi non possiamo prevederlo, ma almeno non si è ceduto ad un ricatto. Ammettetelo, questo è stato importante per noi tifosi. Il monito e la nota di demerito va a tutti coloro che hanno fatto di ogni notizia sparata sulla stampa una crociata contro quello o quell’altro personaggio. Prendendo per oro colato notizie parziali, distorte o manovrate e dando sicuramente per “impossibile” altre notizie. Non diciamo che la ragione sta da una o dall’altra parte. Non diamo colpa ad uno o all’altro. È andata così. Chiedete ad una coppia in procinto di lasciarsi dopo tanti anni dove e quando è iniziata la crisi… In fondo, constatato come la storia d’amore non poteva proseguire, tutto si è risolto per il meglio.

Tutto bene ciò che finisce bene! Qualche dollaruccio sembrerebbe poter confluire nelle casse del club con tutto il sorriso del buon Lucone. Ricordiamocelo pure. Trudel sarebbe comunque partito l’anno prossimo senza riscontro per il club e quasi sicuramente li si sarebbe finito in una squadra nostra diretta concorrente. Allora le lacrimuccie sarebbero scese, eccome se sarebbero scese.

Tutto bene ciò che finisce bene! Certo, perché ora, dopo aver velocemente dimenticato i momenti bui di questa storia lunga quattro anni, ci rimarrà il ricordo di un eroe che quando si parlava della sua immediata partenza disse: “Non mi vedrei nel campionato Svizzero con una maglia diversa da quella dell’Ambri Piotta”!

Grazie Jean Guy.