Larry tornerà. Sicuro. Fra dieci anni, nel 2017. L`ha promesso, salutando gli intimi rimasti a consumare fino all`ultimo la goliardica serata di gloria di sabato. Ringrazia, saluta e se ne va di nuovo per un po` in vacanza, portandosi dietro la sua personalissima fede biancoblù.
E`stata comunque una serata di parecchi addii. Particolarmente toccanti e commoventi quelli indigeni: Gianini e Baldi, che come ha detto uno sbadato Widen alla TV “ci hanno tenuto compagnia per qualche anno”. Vabè, un altro di quei commenti che si poteva risparmiare.
Comunque, due giocatori di hockey che da domani cambieranno vita e mestiere. Strano davvero il loro lavoro. Quasi cinico. Devono abbandonare ad un`età balorda, quando sanno quasi tutto di quello che dovrebbero sapere, ma il corpo li tradisce. Irrazionale, quasi spaventoso…resta l`idea ma non ne hanno quasi più la forza. La logica del professionismo sportivo.
Non sono però in pensione, non hanno racimolato abbastanza soldi per poter vivere di sola rendita e dovranno quindi ripartire di nuovo da zero. Ecco servito il loro nuovo playoff / playout. Se non hanno pensato prima ad un’alternativa, forzatamente dovranno tentare di reintegrarsi in qualche modo nel mondo che li ha visti attivi in prima linea. Ma non saranno più sul ghiaccio a guadagnarsi la pagnotta. Non saranno più i protagonisti. Faranno “solo” parte di tutto quanto ruota attorno. Difficile.
Alcuni ex giocatori dovranno invece reinventarsi davvero totalmente una storia diversa, fuori dal consueto giro, lontani dalle loro abitudini. Forse più facile.
Mi direte che son cazzi loro. Forse si, però queste storie mi sorprendono perché allo stadio, quelle casacche numerate divengono qualcosa di intemporale, di disumano, di eroico. Ci si accorge che sono stati uomini solo nel momento in cui riappaiono fra i comuni mortali, di ritorno da una lunga missione, quasi astratta, destituiti ed ormai privi della pelle che li distingueva da quella del “popolo”.
Ci potremo magari ancora “vantare” di loro qualche volta, facendogli un cenno nel vederti passare e nel dire frettolosamente ad un amico: “ al cugnosi, leva un giugadu da l’Ambrì”.
Giocatore di hockey…. tu che duri si e no professionalmente 15 anni, sacrificando una bella parte della tua vita per un gioco, adesso che farai?
Per noi ora conta quasi solo quel 5 a 1 alla settima partita.
Si salva di nuovo il grande miracolo valleranno che diventa davvero sempre più leggenda. L`analisi della stagione dell’Ambri riparte dalle solite sofferte partenze di chi iniziava ad emergere ed amalgamarsi. Una lista interminabile di nomi contraddistingue questa che ormai è divenuta una consuetudine di fine stagione, una tradizione, con il “tifoso-tipo” che si fascia il capo e sussurra un “ sa po’ mia mandal via chel lì “. Sarà, ma stà di fatto che questa precarietà ci contraddistingue e non ha il gusto della rassegnazione, perché l’Ambri ha risorse umane enormi, anche se già si rialzano le solite voci dei perplessi ed incalliti realisti che già ci vedono di nuovo morti a breve termine.
Le storie dunque si ripetono e noi ci siamo magicamente ancora, provati, ma ancora un po’ più solidi di prima. Ci siamo, verebbe da dire a questo punto, quasi per un caso davvero strano e straordinario della vita.
Non è il momento di una ricetta ma quello di un desiderio. Ci vediamo il 1° d’agosto.
Un abbraccio a tutte quelle e quelli che malgrado tutto, ostinatamente hanno creduto, credono e soprattutto crederanno ancora.
Gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo.
Grazie Grande Ambrì
A chi si presenta con un “Non sono d’accordo !”.
Ho la sensazione che non saresti stato comunque d’accordo. Mi sa che il “non sono d’accordo” deve essere il tuo sport preferito.
Non è comunque neppure un`articolo adatto allo schierarsi di qua o di là. Ci sei riuscito/a solo tu. Complimenti. Un cactus.
Vedi Friburgo.
Ripartire con nomi nuovi è sicuramente positivo (ma allora non sarebbe il caso di cambiare anche il presidente e togliere Jaks (già che è stato di fatto sostituito da JJ)). Per quel che concerne il discorso Huras, ha fatto l’unica mossa possibile (visto che era palese la mancanza di fiducia ed i nuovi orientamenti della società). Se dovessi basarmi sulle interviste fatte ultimamente ad allenatore, giocatori e dirigenza dell’HCAP ne risulta: o che nella dirigenza c’è qualcosa di poco chiaro; oppure che gli altri sono tutti bugiardi (Gianini è stato smentito dal vice presidente, Huras è stato smentito dal vice presidente,…).
Finchè non si da fiducia incondizionata ad un allenatore anche a costo di dover fare play-out e magari rischiare di finire in B non andremmo da nessuna parte… anzi… magari non subito ma prima o poi in B si va comunque.
Questo tuo commento è ingiusto Mina. Huras non ha fallito. Dopo la sua gestione la squadra sarebbe finita al 7 o 8 posto, calcolando i punti e pe lartite da lui dirette. Dagli in mano a qualsiasi allenatore al modo una squadra che ha perso dice partite di fila (cfr. 30 punti!!!!!) e poi dimmi chi può AVERE E PARLARE DI SUCCESSO. Chi capisce di hockey l’aveva già capito a Natale che, solo con un miracolo, l’ambri avrebbe partecipato ai playout. Il vero problema è a mote. E ha ragione Huras, quando dice che se si decide di non osare un’attimino la prossima stagione al mese di ottobre, novembre, si dovà di nuovo gestire una crisi, con conseguente cambio di allenatore. E ora, al di là di chi ha ragione o di chi ha torto, l’hanno capito anche i muri che il probema dell’ambri non sono solo gli allenatori.
luca2 ma che cacchio scrivi? Con Pekka (anche se logicamente non esiste la controprova) sono sicuro che non solo avremmo fatto i play-out, ma che saremmo pure finiti in B (la squadra aveva il morale sotto i tacchi e lui aveva completamente perso la tramontana. Ma vi ricordate la sua faccia spettrale nel famoso derby perso 9-1 a lugano? faceva letteralmente pena…
Invece a me è piaciuto l’articolo….Non son d’accordo, critichi la dirigenza, allora vai te a fare il presidente e poi vediamo!!Ormai sappiamo tutti come stanno le nostre finanze.
I fatti dicono così…
– conosce bene l’hockey Svizzero ma non solo;
– conosce la realtà di Ambrì;
– sa far rendere i giovani (vedi Kostovic ma non solo)
– sa proporre acquisti adeguati;
– è colui che è riuscito a portare la squadra a livelli di eccellenza (certo come non è tutta colpa sua se non si sono raggiunti i play-offs, non è tutto merito suo la finale e i vari allori continentali).
Quando lo si è preso speravo fosse per riaprire un ciclo e per fare un lavoro a medio-lungo termine. Questo era l’investimento. Averlo per mezza stagione è servito a poco (altri soldi trasati).
Huras, come allenatore e motivatore, ha tutto il mio rispetto e devozione.
Rimane però un fatto incontestabile. Quell’unico scintillio di pensiero che mi fa dire: “Mah, forse ricominciare da zero, con altri nomi non è così un dramma”.
Ricordate il campionato della finale? Ricordate cosa successe (oltre alla sconfitta naturalmente…)?
Huras un investimento?
Huras quest’anno ha fallito (anche se molto probabilmente è il meno colpevole).
Nel 98 avevamo la squadra nettamente più forte e…..idem nel 99 (ma vi prego non voglio ricordare!).
A ZH e Lugano ha vinto……ma vi ricordate con che elementi??? e infatti fu licenziato da entrambe….
Secondo me è un buon allenatore, ma niente di più….
Huras ha vinto ad ambrì quando aveva una squadra fortissima…
Huras ha fallito questanno!
Se avesse lAmbrì nel cuore… rimarebbe gratis..
smettiamo di difenderlo!
E allora prendiamoci Popichin così a dicembre dell’anno prossimo saremo qui a fare i conti sul “come fare per tornare sopra la linea”
Dobbiamo cominciare anche a smetterla di nasconderci dietro le finanze. Se è vero, come è vero, che le finanze non sono floride, diventa ancora più importante e fondamentale azzeccare la campagna acquisti e dare stabilità a tutta la squadra. Dover modificare sempre allenatore, stranieri, giocatori vari in corsa non serve a niente se non a perdere soldi. In più le uniche occasioni di investimento (Kostovic, Huras) le si buttano nel “cesso”!!!!!!
Per il bene della squadra ci vuole nuova gente alla dirigenza. Gente capace di far fruttare al meglio il nostro piccolo capitale…. altrimenti dicano chiaramente che con il nostro budget possiamo giocare solo in B.
béh ma lui aveva il compito di portar la squadra ai play off… in quel momento.. se no per tanto così potevamo tenere l’allenatore di prima.. no?!
comunque son un po’ polemica.. ma perché non vedo i motivi per difendere huras. a me é sempre piaciuta come persona, perché é bravo a vendersi bene, perché le sue interviste non son mai banali …
ma chi di noi può valutarlo come allenatore? Cosa é il fattore che fa capire se un allenatore é bravo o meno? le vittorie e le sconfitte? ne siamo sicuri???
o quello che dice ai microfoni della rtsi? perché magari ci basiamo su quello?!
perché difendere huras?? perché?? perché é l’uomo giusto?? perché capisce la nostra realtà?? perché dice di aver l’Ambrì nel cuore?? ma per favore!!! Forse é meglio un allenatore che dell’Ambri non sa niente.. chi lo sa..
Anche io penso che Huras é arrivato ad Ambrì con un compito ben preciso, portare la squadra ai play-offs. Non ci é riuscito, punto. Qualcuno se vuole mi dovrebbe spiegare cosa é servito licenziare Pekka, non lo capivo allora e continuo a non capirlo nemmeno adesso.
vuol dire, per i curiosi
La goccia scava la pietra non con la forza, ma col cadere spesso.
Che articolo melenso e patetico. Invece di questa retorica a buon mercato era meglio scrivere qualche critica costruttiva, vista la situazione in cui ci troviamo.
Baste con le menate del “miracolo Ambrì”, l’unico miracolo sarebbe quello di cambiare dirigenza!