Ehy, Dr. Jackyll, andiamo a vederli stasera?
Caro Mr. Heyd, non so se ce la facciamo… sai gli impegni pre Natalizzi…
Scusi, Dr. Jackyll, chi comanda in fondo è lei, ma guardi che se non ci andiamo stasera le faccio prendere una sbronza colossale che a Natale le gira ancora la testa…
Va bene, Egregio Mr. Heyd, mi ha convinto.
Tsk, non è che ho dovuto impegnarmi poi più di quel tanto!
Si parte, di corsa, in ritardo, l’auto sfreccia sull’autostrada… cavolo che traffico! Poi … Ma siamo già a Faido? Si, quasi ci siamo, dai che la prossima siamo ad Ambri!
Ore 19.20 svincolo di Quinto, ore 19.30 ca. Aeroporto, parcheggio, e bardatura di indumenti caldissimi. Venerdì 22 dicembre 2006, non sicuramente uno dei più freddi, ma se abbassi la guardia… cazzo se t’accorgi di come fa freddo!
Si arriva in curva, si prende posizione. Saluti di rito e poi avanti a sostenerli: “Soffrire sempre, arrendersi mai!”. Pronti, partenza, via… Lo ZSC preme, fa paura, Thomas è comunque tranquillo nei suoi interventi… Toh, ha fischiato un due minuti: “Ma c’era?” “Boh, cosa ti frega!” Power play un po’ così, poi ti arriva un disco a Jean Guy casco d’oro, si guarda in giro, nessuno si libera… cosa faccio? Guarda in faccia a Sulo… PAM… fucilata micidiale. GOOOOL! Ma da dove cavolo è entrata?
Lo ammetto, sto godendo. Tre a uno alla fine del secondo tempo. Gun’s & Roses in sottofondo. Dr. Jackyll chiede a Mr. Heyd un po’ malignamente… “Egregio Mr. Heyd… mi dica un po’… ma cosa vuole di più dalla vita…” E cinicamente con un sogghigno spaventoso Mr. Heyd risponde calmo… “Il Lugano!”.
Senza mancar di brividi finisce l’incontro, con un Ambri a tenere testa ai leoni ed un vicino di curva a gufare e ripetere troppo spesso… “Cavolo, mi sembra la partita di martedì (n.d.a.: a Zugo avanti di due goal e poi sconfitti…)”.
Ma la sirena è arrivata e alla spicciolata ci si è avviati verso casa con la consapevolezza che, probabilmente, quanto si doveva fare nel fine settimana era compiuto.
Arriva anche il sabato e fra un pensiero pre Natalizio e l’altro arriva la sera. Che sfiga! Non potremo proprio esserci stavolta per via di un saggio di danza HIP HOP. Poco male il dispiacere di non essere vicini alla squadra sarà colmato dalla gioia di vedere mia figlia sul palco. Non pensiamoci troppo. Poi fra un ritardo e l’altro ecco che arrivano anche le otto. Cià che ci colleghiamo con la Resega… a voi studio. Arriviamo, io e Mr. Heyd in quel di Grono ed ecco che la radio descrive il goal dei bianconeri. Maledizione! Quanto è passato… due minuti e rotti. Andrà a finire come l’ultima volta…
Col fiatone entro finalmente nella sala multiuso e incontro subito mia figlia. Raggiante la saluto con l’espressione fiera del papà che gli sta dicendo con la presenza… “Hai visto, Derby o non Derby sono qui a vederti…” per poi essere raggelato da “Peccato papà, io ho già ballato!”. “Ma maledizione! Mia figlia ha già ballato, l’Ambri perde, ma cosa sta succedendo questa sera?”
Poco male mi gusterò lo spettacolo mi sono detto. Arrivo al posto che mi hanno tenuto via e la ragazza a me vicina, mia conoscente chiaramente, rincara la dose… “Visto che il Lugano vince?!” “E tu come fai a saperlo?” gli ribatto subito. Lei mi spiega che il ragazzo li da parte ha una radio e quindi… “Una radio?!” Trenta secondi dopo i due ragazzi alla mia destra sono già diventati i miei migliori amici. Beh, una sofferenza unica. Ad un certo punto un primo sussulto. Goal di Kostovic. Uno a uno. Arrivano messaggi, segnalazioni dal radiocronista alla mia destra ed un senso di compiacimento inizia a percorrere il mio corpo. Ci siamo, ci siamo cavoli, il cappotto questa volta non lo prendiamo!
Passano i minuti e l’Ambri resiste. Alcuni accenni dell’amico radimunito mi fanno capire che la situazione inizia a farsi complicata con un Lugano che spinge spinge. Lo guardo in faccia. L’espressione è chiara: soffriamo! Poi mi dice: “Aspetta… Domenichelli… GOAL 2 a 1 per noi!”
Non vi dico cosa non sia successo in quel momento. Mister Heyd prende il sopravvento. Momenti di gioia allo stato puro trattenuta a stento per ovvia decenza verso gli altri spettatori. Una della fila davanti si gira, mi sembrava un po’ scazzata per la verità e Dr. Jackyll cerca una scusante: “Scusi sa, astinenza da hockey…” lei seria mi guarda e dice “… tranquillo, tranquillo, ma quanto stanno?”. L’euforia ha contagiato e dilaga non poco!
Da li vi lascio immaginare il proseguio con il cuore in gola ed una sensazione stranissima, un brivido, una voglia incredibile, un forza Ambri soffocato in gola fino al goal della liberazione. Tre a uno ed il derby è a casa! Mr. Heyd finisce il suo compito discutendo con una della retrovia che si lamentava… Sarà stata una Luganese!
Come finisce la serata? Beh, da parte nostra (Dr. Jackyll e Mr. Heyd) ve lo lascio immaginare… a charme biancoblù naturalmente, quella della storia qui descritta con uno srotolamento di una bandiera biancoblù dalle gradinate e un senso di contentezza generale visibile su molte facce che, anche se non lo dicono, lo sguardo di complicità lascia trasparire tutto.
Mancava solo il forza Ambri a tutta sala ed il tutto era compiuto.
P.S.: Un saluto ai due amici radiocronisti!
Dalla serie….TUTTO IL MONDO E’ AMBRI!!!!!!!! Grandissimi!!!!!!!!!!!!!!