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shlMi ha incuriosito l’articolo apparso oggi sul www.solohockey.ch che dava la lega nel caos completo causa minacce ed indignazioni legate ai club che dovrebbero essere danneggiati dalla decisione sul ricorso.

Tanto che quanto mi sembrava un fatto “soft” con solo belle ripercussioni per il nostro sodalizio, mi ha finalmente destato la giusta curiosità e necessità di saperne di più.

Dato che non sono avvocato e non mi intendo molto di problemi legati a circolari, direttive e regolamenti, ho dovuto forzatamente fare solo una considerazione: “Il tribunale ha dato ragione al ricorso”. Questo significa che la pecca veramente c’era e i documenti, da come mi sembra di capire, erano realmente contraddittori o, almeno, non completamente esaustivi.

Fatta questa considerazione, capendo lo stato d’animo delle oramai due principali pericolanti (anche se ne Ambri, ne Ginevra possono ancora dirsi “sicuri”…), mi viene da chiedermi: “Come sia possibile tutto questo”.

Non tanto dal profilo prettamente giuridico o sportivo. No, la mia domanda è da vedersi in un’altra ottica. Qui parliamo dell’azienda Hockey, di un’azienda che senza sfiorare certe cifre colossali che rimbalzano da oltre oceano, genera comunque un giro d’affari di 90 milioni (calcolati per stima prudenziale) solo considerando la LNA e la Nazionale. Ecco, come sono possibili certe situazione di un’azienda con simili dimensioni?

No signori, così non va. È ora che il dilettantismo dimostrato a più livelli nelle varie leghe nazionali di sport d’alto livello (e cito anche in prima istanza il Basket non dimenticando certe situazioni del calcio…) abbiano finalmente a finire.

Per quanto riguarda l’hockey ho l’impressione che sia finalmente ora di far rotolare qualche testa.