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tappetoHo visto alla “tele” il Larry pattinare con i nostri ragazzi durante il primo allenamento. Cacchio che ENERGIA!!!
Non credevo ai miei occhi!!!! Non so se fosse l’euforia dovuta alla lunga improvvisa trasferta o l’adrenalina per l’insperato ritorno a “CASA”. Sono convinto d’averlo visto in quei brevi attimi televisivi nettamente più veloce, vispo ed arzillo di tutto il resto della “troupe”.
Eppure non mi risulta che nello Iutah si coltivi ne del thè verde ne quelle strane piante delle alture boliviane.

Un’altra ipotesi sulla sua eccezionale eccitazione è forse quella che abbia mal capito il contratto verbale-telefonico stipulato in 2 MINUTI con il buon Peter. L’emozione di quello “zero” interpretato in più, gli ha forse dato alla testa.
Larry, guarda che non erano 200’000.- !!! Peter ha sicuramente detto 20’000.-, ma non al mese però, intendeva dire fino alla fine della stagione, TUTTO incluso e NULLA escluso.
Scherzi a parte, signore/i, che travolgente insonne immensa emozione ritrovarlo cosi. CHE LARRY!!!

Mi chiedo a questo punto quale senso abbia l’annunciata strepitosa imminente assunzione da parte del club di uno strizzatore di cervelli di comprovata esperienza. Vorrei magari confidargli una magnifica indimenticabile e formativa esperienza vissuta nella mia infanzia quando la nonna, grande psicologa nostrana, ci obbligava ad ascoltarla mentre leggeva per ore i libri consumati di Plinio Martini. (nota che la nonna si esprimeva solitamente in dialetto e di conseguenza leggeva un’italiano alla “Jeff Toms”)
Allora, delirando un po’, mi dico che forse sul pulmann, in occasione delle noiosissime e spesso nevose trasferte, al posto dei giochini elettronici o delle visioni di film con Harrison Ford, ci vorrebbe che qualcuno si sacrifichi per leggere al microfono un po’ di letteratura indigena d’emigrazione. Chissà, magari la “lezione della nonna” potrà giovare ed essere un nuovo azzardato tentativo per raddrizzare l’orgoglio dei nostri eroi.
Proporrei, per iniziare, un capitolo de “Il fondo del sacco”.(tradotto peraltro in + lingue)
Domenichelli ne deve già sicuramente sapere qualche passaggio a memoria viste le sue orgini migratorie.
Per fortuna adess l’è quasi svizzer!!!… e quando lo sarà (morale orribile della storia) farà, purtroppo per noi, la “bella” fine di Di Pietro: in nazionale ma non più nell’Ambrì!!!
Con tutto il dovuto rispetto per lo psichiatra assunto per la terapia di gruppo dall’Ambrì e del grande “brain – storming” che lo aspetta, confidando in un uso moderato a parsimonioso di psicofarmaci, chiedo a voi, umani tifosi, lumi sulle seguenti inquietanti domande:

1. La prevista “terapia” è un’ennesima follia stagionale?
2. Non andrebbe forse estesa anche alla Curva, alla tribuna ed eventualmente agli addeti alla pulizia del ghiaccio?
3. Se quel signore-psicologo lavora ancora anche per i cugini, non rischia di avere un conflitto d’interessi?
4. Sono necessarie secondo voi le letture ai giocatori delle storie antiche della nostra gente, costretta non molto tempo fa a fuggire, alla ricerca di un pochino di benessere?
(Anche se alcuni emigrati nostrani riuscirono persino a “trovare l’America”, credo personalmente siano dei modelli controproducenti per uno sportivo.)

Preciso che questo articolo è stato scritto in condizioni simili alla tortura, in attesa agoniante della PARTITA post derby, quindi dopo lo scioccante 9 a 1. L’attesa mi sta letteralmente divorando ed il pensiero si fa progressivamente teso, confuso ed intermittente. Mancano 5 ore e chiudo.

Una vittoria farebbe davvero un gran bene anche a me.

Per dirla alla “Karubian”………“SCIURI, SAN PO’ PÜ !!!!”

Olga