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DON’T TOUCH MY …TRUDEL .. vi voglio proporre un testo, che avevo scritto l’anno scorso dopo una partita che mi aveva regalato delle emozioni indescrivibili. non lo modifico.. lo lascio così… datato di 1 anno.. perché voglio che leggendolo vi riaffiorino delle emozioni, dei ricordi, che vi porterete con voi sabato alla Valascia e che libererete in un solo canto “Trudel lalalalalala Trudel!”

“Poco importa in che lingua ci si esprime, il messaggio é quello, « Tocom mia el mè Trudel » e la curva Sud lo ha voluto gridare, perché tutti lo sapessero, perché neanche un dubbio potesse sfiorare la mente del giocatore. Tutta la pista era pronta ad incitarlo, a spingerlo, in questo momento per lui poco felice. Un gesto per un giocatore che se lo merita e del quale il talento non può essere messo in dubbio da qualche prestazione opaca.

Poco importano i gol, gli assist che ha segnato o che ha mancato, per una volta si difendeva il giocatore e soprattutto l’uomo. Quello che ci ha fatto gioire, con le sue azioni, con le sue reti, i suoi punti e le sue scorribande. Ma che ci ha fatto emozionare con il suo sorriso, con il suo essere vicino a noi in qualsiasi momento, con i suoi comportamenti e la sua sincerità.

L’episodio più bello, indimenticabile, è stato l’anno scorso, quando è venuto in curva sud, a salutare tutti; in quell’istante è entrato a far parte di noi, di quelli che l’hockey lo guardano soltanto. E proprio noi dovremmo tradirlo? Lui non lo ha fatto, quando corteggiato da club ben più prestigiosi ha rinnovato il contratto. E noi non ce lo dimentichiamo, e non ci importa se ha avuto un inizio di campionato difficile, noi lo aspettiamo, e lo sosteniamo lo stesso.

Lasciatecelo stare, lo vogliamo in biancoblu, lo vogliamo vedere al Güs, lo vogliamo trascinatore della nostra squadra, lo vogliamo di nuovo tra di noi, in mezzo alla curva, solo per salutarci in veste di persona normale. E finalmente possiamo dimostrargli quanto gli vogliamo bene, quanto è importante per noi. Non sempre lo sport è fatto di superficialità, non sempre un uomo è un eroe se segna e non viene considerato quando non è al massimo della condizione, almeno su questo non si basano i tifosi dell’Ambrì.

È in questo momento che si vedono i veri tifosi, non quando tutto va bene, non quando vincere è la norma o quando il giocatore è in testa alla classifica marcatori. Li è troppo facile esultare, cantare, applaudire. Ma quando le cose vanno male, allora si che il pubblico diventa importante, che sostiene, che incita, che può portar alla vittoria. In questo momento noi abbiamo il potere di accompagnare il giocatore, ed è in queste partite che le emozioni sono più forti.

Non ci dimenticheremo mai lo striscione, i cori, cantati con tanta convinzione, solo per lui, per Jean-Guy. Tutta la pista, e non solo la curva, in piedi ad applaudirlo, per fargli capire che di Trudel ce n’è uno solo. Magari mi scorderò tutti i suoi gol, ma quello che ho visto ieri sarà tra i miei ricordi più belli e nessuno me lo ruberà, nemmeno l’età. Un gesto semplice, quello di noi tifosi, ma che ribadisce la passione che esiste ad Ambrì.

Ancora una volta abbiamo dimostrato che quando entri nel cuore dei tifosi biancoblu, quando guadagni la nostra fiducia, non sarai più solo. La squadra è con noi e noi siamo con loro, nel bene e nel male. E per concludere degnamente una favola, ci vuole un lieto fine, e a questo ci ha pensato lui regalandoci 2 gol e 2 assists che lo rilanciano alla grande. Grazie per il regalo Jean-Guy, non pretendevamo così tanto.”