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KobachLa partita con lo Zugo ha confermato la solidità della difesa dimostrata a Losanna e ha confermato che Adam Hall non è venuto qui in vacanza. Ma gli argomenti di questa settimana sono altri e mi riguardano da vicino. Il primo è l’infortunio di Reto Kobach, che prima di essere difensore di spessore della società leventinese è un mio caro amico e il secondo è l’eco della mia uscita su Kaufmann a fuorigioco.

Ovviamente l’argomento che più mi sta a cuore dei due è l’infortunio di Reto. È risaputo che nell’hockey gli infortuni sono quasi all’ordine del giorno, ma credo fermamente che alcuni scontri, durante un cambio in mezzo alla pista siano frutto di frustrazione psicologica e di mancanza di rispetto per l’avversario. Il colpo alla testa ricevuto da Reto Kobach, è qualcosa che va oltre la foga agonistica e quindi andrebbe punito a dovere, senza permettere che accada ancora. Bjorn Christen ha esagerato, mettendo a rischio la salute di Reto e ora deve pagare, perché se non fosse così vorrebbe dire che la Lega scadente rimarrà tale e noi resteremo qui a bestemmiare e a farci divorare dal nervoso. Punizione esemplare quindi, questo chiedo al giudice unico della Lega. Non spetta certo a me chiederlo, credo proprio che il giudice non legga neanche quanto ho scritto in questi anni, altrimenti sarei io a finire al gabbio. Onestamente credo che qualsiasi cosa si scriva, in qual si voglia blog o giornale, al giudice unico non interessi molto. Come ha già spiegato una volta, lui decide in base ai regolamenti, ai referti arbitrali e ai filmati video e tutto questo mi preoccupa, perché a volte sembra che guardi filmati di storie sentimentali a lieto fine piuttosto che i filmati incriminati.
Mi auguro che Reto si riprenda presto e che torni in pista più forte di prima.

Lunedì scorso sono stato invitato a fuorigioco e per la mia “gioia” una delle discussioni è stata la nuova carica di Beat Kaufmann in seno alla lega hockey. Io non sono né a favore né contro questa decisione, voglio lasciarmi stupire da Beat. Ma è ovvio che un colpetto di corvo mi sia scappato in diretta, come probabilmente mi scapperà in futuro in altre sedi. Prima di essere Presidente di alcune associazioni, sono un grande tifoso dell’Ambrì Piotta e quindi ovviamente non posso che vedere la nuova carica di Beat come un ex Presidente di una società a me poco simpatica che viene messo a capo degli arbitri. La reazione è stata uguale per tutti, poi certo, c’è chi la esprime più platealmente e chi meno, ma il concetto di idea rimane lo stesso. Quello che mi sento di ribadire è che Beat non danneggerà l’AmbrÌ e non favorirà un’altra società di cui ignoro il nome. Quello che però Beat potrebbe fare è monitorare i suoi uomini, che ogni tanto non sembrano preparati a dovere e soprattutto, detto in modo gentile, fischiano quello che vogliono e quando vogliono.

Insomma, non è certo Kaufmann che ha fatto diventare certi direttori di gara insopportabili, purtroppo lo erano anche prima e il fatto che nessun fischietto svizzero sia stato chiamato alle ultime olimpiadi non fa altro che confermare che il livello si è abbassato già da tempo. Sicuramente fare l’arbitro non è facile, è uno dei mestieri più difficili al mondo, ma in fondo applicare i regolamenti non dovrebbe essere impossibile. Come un coach chiede sempre ai giocatori di giocare facile, di cercare i passaggi meno complicati, Beat dovrebbe chiedere ai suoi “atleti” di fischiare la base dell’hockey senza fare eccezioni e senza pensare che in quel momento sta fischiando contro una squadra o un’altra.

Lorenzetti Federico
Presidente Fans Club BL15