L’Ambrì espugna Losanna e si conferma terza forza del campionato. Una vittoria meritata, arrivata grazie a una partita che tatticamente ci ha fatto vedere un’Ambrì disciplinato e compatto. La solidità di questa squadra e il lavoro di tutte le linee lasciano il segno su tutte le piste contro qualsiasi avversario. Pelletier è riuscito dove altri hanno fallito, praticamente ha ripreso il lavoro dove lo aveva interrotto, quando la società leventinese inaspettatamente lo aveva esonerato, lasciando perplesso tutto l’ambiente. Ovviamente bisogna rimanere con i piedi ben saldi a terra, ma condivido l’euforia generale che si è creata attorno alla squadra. È arrivato il nostro momento, quello di godere guardando il nostro Ambrì che gioca, vince, ma soprattutto convince. Siamo sempre stati fedeli e orgogliosi di questa squadra, anche quando abbiamo giocato gli spareggi per non retrocedere, quindi se qualcuno mi dicesse di non esaltarmi troppo, di restare tranquillo che il campionato è lungo, gli risponderei semplicemente: va a cagà! Qualcuno si sarà accorto che ho scritto prima che bisogna rimanere ben saldi coi piedi a terra, ma forse non vi ricordate del vecchio detto: Predica bene e razzola male! Ebbene si, predico bene e razzolo male, mi sento euforico e voglio godermi questa squadra in maniera autentica, senza nascondersi dietro a frasi scaramantiche di circostanza. Al limite se proprio devo mi dò una grattatina mentre esprimo la mia convinzione che faremo un gran campionato. Quando in una squadra funzionano tutte le linee il risultato non può che essere questo.
Volevo spendere due parole per chi non se la passa bene e ha il coraggio di mettere alla porta il suo top scorer e poi dichiara che c’è chi ruba lo stipendio. È vero, in certe situazioni può sembrare così, quando non arrivano i risultati si può arrivare a pensare anche questo, ma a mio parere deve essere un pensiero da tenere ben stretto dentro le mura societarie. Da noi abbiamo già avuto l’esperienza di chi ha voluto parlare in pubblico di certe cose ottenendo come risultato finale una valigia sul ghiaccio. Il consiglio che posso dare a Viky &company è che il campionato è giocato da 12 squadre, otto vanno ai play off e le altre quattro si giocano la permanenza in LNA, quindi qualcuno è destinato a star fuori dalle migliori. È un conto matematico che va oltre gli investimenti societari e va oltre le scelte di chi guida la squadra. Se non gira non gira punto. D’altra parte non può sempre essere festa, ogni tanto può andar male per chiunque. La differenza tra Ambrì e Lugano è facile da trovare.
Probabilmente ci avete fatto caso anche voi, ma da quando l’Ambrì ha messo la freccia e i il Lugano la retromarcia, sono spariti da facebook tutti i corvi che sono capaci di tifare solo quando le cose vanno bene. Un applauso particolare a loro, che sono sempre uguali, ovvero tifosi di circostanza. È brutto da dire, ma è la verità e non si può cambiare.
Martedì arriva lo Zugo alla Valascia e speriamo che la serie continui. Ho sentito che qualcuno di loro si lamenta per l’assenza di Holden giudicato fondamentale per i loro schemi di gioco, ma vorrei ricordare loro che l’Ambrì gioca senza Williams, Noreau e con soli tre stranieri, eppure siamo li dove siamo.
Forza Ambrì Piotta sempre e comunque, in ogni circostanza.
Lorenzetti Federico
Presidente Fans Club BL15
Grazie cari.
Bravo pres ! altri commenti sono superflui 🙂
Chicco, sei un GRANDE 🙂
…come il NOSTRO Ambrì !!!