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Assistendo pietrificato alla debacle della prima uscita della nostra beneamata squadra mi è parso evidente un aspetto, la coperta per l’Ambrì è troppo corta.

Assistendo pietrificato alla debacle della prima uscita della nostra beneamata squadra mi è parso evidente un aspetto, la coperta per l’Ambrì è troppo corta.

L’anno scorso avevamo una certa solidità difensiva con una spaventosa sterilità offensiva che ha compromesso il campionato. Vero che con il susseguirsi degli infortuni che hanno falcidiato il reparto arretrato nella passata stagione poi è vacillata anche la difesa e la nostra squadra ha imbarcato acqua da tutte le parti. La conclusione del campionato con la serie dei play out ha coinciso con una ripresa della verve offensiva di qualche elemento e questo ci permise di salvare capra e cavoli prima dell’incubo spareggio.

Quest’anno si è rimaneggiato alla grande il reparto offensivo. Si è data maggior qualità davanti, si è cambiato, come più volte richiesto anche dalla platea, puntando su tre stranieri d’attacco ed il solo Kutlak arretrato. Questo fors’anche perché, evidentemente, due difensori stranieri “veri” in sostanza non è che li abbiamo mai avuti…

Di fatti l’Ambrì quando spingeva venerdì scorso… wow! Che pressione… che spettacolo… Sembrava quasi un’altra squadra rispetto alle ultime due stagioni… mi ero dimenticato come si possa anche proporre un hockey offensivo. Tanto più che poi effettivamente anche le reti sono arrivate. Ben cinque contro un signor Manzato che ha tenuto in vita il suo Rapperswill.

Poi l’incubo. La pressione è svanita, ovviamente non si può spingere per 60 minuti consecutivi, il Rappy è riemerso e ha iniziato a farci ballare la samba insaccandoci quei dannati quattro goal uno dietro l’altro che ci hanno affondato.

La coperta, dicevo, è troppo corta. Se ti concentri sul reparto arretrato, davanti sei sterile. Se dai qualità al reparto offensivo, dietro si balla la samba. Forse che questo sia veramente un male dell’autogoal fatto in lega quando si chiede di togliere il quinto straniero?

Quest’anno il lavoro di Laporte sarà proprio questo. Dare stabilità dietro. Ora davanti ha sufficienti argomenti per non farselo diventare un cruccio come l’anno scorso e si può concentrare su questa missione. Niente storie, qui vedremo se le decantate qualità del mister siano veramente tali. Ricordo con piacere altri allenatori che in questo ambito riuscirono (Rautakallio, Cada, solo per citarne due) e che proprio questo, forse, il lavoro di dare ordine al reparto difensivo sia relativamente meno complicato rispetto al far trovare una verve offensiva quando manca.

Confidiamo nelle capacità del mister e che sia solo una situazione temporanea fino a quando i giovani con i nuovi innesti cresceranno. Ovviamente il buon Thomas dovrà nel frattempo tornare a stendere i soliti metri quadrati di pezze sulle pecche del reparto difensivo!