Una vittoria, finalmente!

Ci voleva. Ci voleva proprio. L’abbiamo capito tutti che ieri sera era importante che l’Ambrì desse la dimostrazione di esserci, in fondo, anche lui. Alla fine, con fatica, tanta fatica ce l’ha fatta!


A dire il vero poteva andare anche meglio, se il solito vecchio volpone Holden non avesse ancora voluto dire la sua, ma in fin dei conti “è andata” ed è questo l’importante. Mäenpää ha avuto un po’ più di respiro, ed in complesso ha giocato sicuramente meglio di Bienne. Pesonen si è fatto vedere un po’ di più e D’Agostini, in una serata con meno occasioni di altre, è andato a segno. In generale qualche segnale positivo lo si è visto e quindi teniamocelo stretto.  


Anche dal pubblico le note sono positive. Nonostante la poca gente – ma ormai le partite al martedì ci hanno abituato a questo andazzo – chi c’era voleva esserci. “Quelli di ieri” insomma, sono sicuramente i tifosi sui quali l’Ambrì può sempre contare e che alla fine hanno addirittura regalato una standing ovation, quasi per dire alla squadra “noi siamo con voi, non mollate”. Momenti quasi commuoventi, che lo sport moderno sa ancora regalare nonostante gli stipendi di “quelli che vanno in pista”. Momenti che poi, quando ritorni in te, ti fanno pensare “che manco avessimo vinto il campionato”!


Insomma morale e fiducia hanno guadagnato qualche tacchetta, in una serata che ha visto anche Pestoni festeggiare il primo gol con la maglia dello Zurigo– gol che in fondo ha fatto piacere a molti tifosi e non solo perché l’avversario era il Lugano. Buono quindi per l’Ambrì, che torna a respirare e a guardare avanti.


Ma di tutta questa intensa serata, un paio di cose ci tengo ancora ad annotare. La prima è che vedere un 38enne straniero in pista, al di là se piace o non piace il personaggio – io sono per la prima – che è da 8 stagioni che gioca per la stessa squadra, dovrebbe far ragionare più di una persona. La seconda è che  – devo proprio dirlo – Martschini ha fatto un’accelerazione ad un certo punto che mi ha ricordato un grande, piccolo come lui! Per un minimo istante, qualche secondo, ho rivissuto quell’emozione di quando avevo 13-14 anni e sul ghiaccio c’era un certo Oleg Petrov! Inestimabile emozione!

Author: mina84

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