Lettera aperta al CDA

L’Ambrì è in caduta libera e sembra non esserci alcun materasso ad accoglierla prima dello schianto.

Ogni anno ci troviamo a fare le stesse considerazioni, forse è arrivato il momento di mettersi in testa che questa è la normalità. È brutto da dire ma è giusto guardare in faccia la realtà, quella realtà che fino ad ora è stata mascherata dalla fede per questi colori e dalla speranza che qualcosa potesse cambiare.

Inutile credere in quello che non c’è, quindi bisogna andare avanti con quello che abbiamo e purtroppo in questo momento non è molto. Ogni tanto bisognerebbe avere il coraggio di dire la verità anche se è scomodo far sapere che quello in cui hai creduto non è mai esistito. Ci sono degli episodi che tornano inevitabilmente alla mente e che messi tutti insieme compongono un puzzle che non avresti mai voluto vedere.

È difficile e penoso cercare le parole giuste in questo momento, ma non bisogna nascondersi dietro un filo d’erba e spero che qualcuno da dietro i vetri si affacci a spiegare quello che sta succedendo senza alcuna paura di ricevere sassate. L’inspiegabile è stato spiegato più volte alla spiderman, arrampicandosi da tutte le parti, ora mi aspetto qualcosa di più concreto senza addossare tutte le colpe alle casse vuote e al concentrarsi sulla nuova pista. Il presente è ora, il futuro è ancora da scrivere, sempre che non finisca l’inchiostro sul più bello.

Lettera aperta al CDA

Egregi Signori,

la situazione comincia ad essere veramente insopportabile, anzi, lo è già da tempo, ma evidentemente in questo momento ha raggiunto un limite che doveva essere invalicabile. Senza girare intorno alle cose andrò subito dove voglio arrivare.

C’è stato un periodo in cui questo CDA era composto da più persone ed ognuno era al proprio posto o quasi. C’era chi si occupava della parte finanziaria, chi della parte sportiva e chi ci metteva la faccia in alcune situazioni. Esisteva una linea da seguire, sembrava tutto vero e serio. Addirittura dopo alcune situazioni poco chiare arrivò la promessa di trasparenza. Un CDA che faceva il massimo e che si confrontava sempre con tutti gli addetti ai lavori e non aveva paura di confrontarsi con i tifosi.

Purtroppo da un po’ di tempo non è più così, a dire il vero ho notato un cambiamento con l’ingresso di qualcuno che ancora oggi sembra comportarsi come l’unico che possa fare qualcosa per questa società. Il CDA è stato ridotto a cinque elementi, il numero minimo richiesto dagli statuti e sono sicuro che la vostra risposta sarà la più ridicola: non c’è la coda per entrare in CDA!

Avendo visto cambiare in toto tante cose e tanti atteggiamenti posso credere che questo numero ridotto di membri sia dettato dal fatto che in cinque ci sono meno persone da mettere d’accordo, in più se alcune di queste persone non sembrano avere il piglio per alzare il braccio contro alcune decisioni, direi che qualcuno si è costruito un CDA “di comodo” e questo è un errore immenso.

Sono del pensiero che un CDA debba essere composto da persone con le quali confrontarsi per scegliere il meglio, in fondo siamo in un regime democratico e non di dittatura. Fanculo simpatie e antipatie, per il bene del club ci vogliono più argomenti di discussione. Non so chi si prenda la briga di fare il “so tutto io”, ma lo posso immaginare, anzi in effetti lo so benissimo chi è e non mancherò di fargli sapere il mio pensiero personalmente molto presto.

State peccando di presunzione e questo è sotto gli occhi di tutti ( rispedisco al mittente certe accuse che mi sono state fatte, ricordate?). Non avete più un dialogo con i tifosi perché credete di essere sempre nel giusto e non volete sentire ragioni.

I tifosi hanno fatto comodo nel momento in cui c’era da salvare la società dal fallimento, ma li avete dimenticati in fretta e ora che tutti vi sono contro per i vostri atteggiamenti io non conterei molto su questo tipo di appoggio. Siete riusciti a far scazzare anche la GBB, uno dei gruppi organizzati più attaccati alla squadra di ogni altro gruppo in qualsiasi società. Un tifo che ci viene invidiato da tutti, un tifo encomiabile in ogni pista e in ogni situazione ed ora grazie a voi prevale il silenzio alla Valascia.

Si dice che nella vita gli esami non finiscano mai, ma forse per voi è tempo di un esame che non avete mai affrontato: l’esame di coscienza! Facile sparare le proprie colpe sempre addosso agli altri per giustificarsi, oggi questo atteggiamento non può più essere tollerato. È ora che scendete dal piedistallo dove vi siete issati senza alcun motivo per tornare in mezzo alla gente a dare speranza ma soprattutto a dare quello che la gente si aspetta.

Abbiamo tanti giovani da buttare nella mischia, non cercate sempre di andare a spendere soldi inutilmente tirando in Valle pseudo giocatori da altre società. Se la nostra dimensione deve essere quella di salvarsi lottando, facciamolo con i nostri giovani. Meno spese, più grinta e voglia sul ghiaccio. Nell’hockey moderno non devono più esistere i giocatori di esperienza, anche perché a conti fatti l’esperienza è nel trovare un club che li strapaghi per andare poi in pensione. La voglia di arrivare di un giovane è sicuramente uno stimolo più convincente della voglia di non farsi male per godersi la pensione di un giocatore sulla via del tramonto. Anche il discorso del fuoco sacro che dovrebbe essere acceso nei giocatori dal coach cade se voi siete i primi a non averlo per andare avanti. 

Come al solito direte che io son sempre pronto ad esprimere giudizi negativi sul CDA e sul vostro operato, ma credo fortemente che guardando i risultati del lavoro fatto in questi ultimi anni in pochi la pensano diversamente da me. Quello che non avete ancora capito e che dovreste capire in fretta, è che qui nessuno vuole lasciare questa società al proprio destino, a meno che qualcuno non ci obblighi a farlo e questo qualcuno siete voi in questo momento. 

Sappiamo benissimo che la situazione è incredibilmente scomoda e difficile, ma sta a voi farci tornare a pensare positivo e sta a voi essere sinceri e trasparenti come promesso anni luce fa. Con la sicurezza che questa società torni a dare speranza e vita a tutti i tifosi e simpatizzanti chiudo questa lettera con un pensiero che mi sta a cuore:

chiedere scusa quando si sbaglia non è perdere la dignità…è avere le palle di ammettere che si è fatto un errore.

 

Lorenzetti Federico

Tifoso deluso

 

 

 

 

Author: chicco

Share This Post On

1 Comment

Trackbacks/Pingbacks

  1. Ein offener Brief an den HCAP Verwaltungsrat - Gazzetta dell'AmbrìGazzetta dell'Ambrì - […] (Italienische Originalversion) […]

Submit a Comment